Castello di Cisterna: attira la fidanzata in una trappola e la violenta insieme agli amici

Pubblicato da il 1 dicembre 2011 15:59

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Castello di Cisterna (Na) – Aveva passato un pomeriggio con il suo ragazzo. Un pomeriggio spensierato, ignara di quello che le sarebbe accaduto di lì a poco. La persona di cui si fidava le ha teso una vile trappola. Un piano studiato insieme agli amici.

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Tutti minorenni i protagonisti di questa brutta storia di periferia, vittima e carnefici. La ragazza è stata attratta nella stazione della Circumvesuviana, pensava che il suo ragazzo l’avrebbe accompagnata a casa, invece, l’ha accompagnata tra le grinfie di 4 bestie. In 5 hanno violentato la ragazzina credendo di farla franca. Erano certi del silenzio della vittima, contavano sul suo senso di vergogna, sulla sua paura. La ragazzina, però, non aveva proprio nulla di cui vergognarsi e, denunciando i suoi stupratori, si è dimostrata più matura di quel branco costituito da mocciosi che si credono già uomini. La realtà è che, da tale condizione, quella di uomini, con il loro gesto, il loro crimine, hanno dimostrato di essere ben lontani. Le risate che lo scorso 16 novembre, giorno in cui è stato commesso lo stupro, echeggiavano per i sottopassaggi di una stazione deserta, non escono più dalle loro fetide bocche. Bocche abituate esclusivamente a proferire idiozie o a vantarsi con gli amici d’imprese che dovrebbero loro far vergognare a vita. Guai chi prova a sbrigare questa squallida faccenda, riducendo tutto a una ragazzata. Lo stupro non è mai una ragazzata. Lo stupro è indice di individui violenti, prevaricatori, incapaci di relazionarsi con l’altro sesso. Peggio è quando a commetterlo è un ragazzino, chiaramente figlio di genitori incapaci. Gente che non è stata neanche capace d’insegnare il rispetto per la donna. Certo, nessuno è stato ancora condannato. Le sentenze le emetterà un giudice. Noi attendiamo fiduciosi.

Vincenzo Borriello

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