Torre del Greco si prepara a celebrare un evento di grande importanza spirituale: il 60° anniversario dell’incoronazione della Madonna del Carmine. Questo anniversario rappresenta un momento di riflessione e di rinnovata devozione per una tradizione che ha radici profonde nella storia della città e che continua a unire la comunità in un cammino di fede.
La festa patronale della Parrocchia di Santa Maria del Carmine è un’occasione per riscoprire il legame speciale che unisce i cittadini di Torre del Greco alla Vergine del Carmelo. Un legame che si è consolidato nel corso dei secoli e che trova la sua espressione più alta nella solenne incoronazione del quadro bizantino, avvenuta l’11 settembre 1966.
Una tradizione che unisce la comunità
Il culmine dei festeggiamenti del 16 luglio ha visto la partecipazione di centinaia di fedeli, che hanno preso parte alla Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Nicola Longobardo, Rettore della Basilica Incoronata Madre del Buon Consiglio di Capodimonte. La processione, che ha attraversato le strade di Torre del Greco, è stata un momento di grande emozione e di profondo raccoglimento.
Don Mario Pasqua, parroco della Chiesa di Santa Maria del Carmine, ha sottolineato l’importanza della comunità nella società contemporanea: “Vivere la comunità significa iniziare un autentico cammino di fede già dalla catechesi, dagli incontri di formazione e dai momenti di spiritualità. È attraverso la testimonianza, soprattutto rivolta ai giovani, che si costruisce una comunità viva, capace di crescere insieme.”
Don Mario ha anche evidenziato il ruolo fondamentale dei sacerdoti nel sostenere le famiglie e nell’annunciare il Vangelo: “Il compito di noi sacerdoti è quello di stare accanto alle famiglie e continuare ad annunciare il Vangelo, aiutando tutti a riscoprire la bellezza della fede cristiana.”
Le origini della devozione carmelitana
La devozione alla Madonna del Carmine ha radici antiche che risalgono al IX secolo a.C., quando il profeta Elia pregò sul Monte Carmelo per chiedere la pioggia al Signore. Questo evento è stato interpretato come una prefigurazione della Vergine Maria, dalla quale sarebbe giunta la salvezza al mondo.
Il prof. Rosario Innocenti, durante gli incontri culturali legati alla festa, ha spiegato come la devozione sia arrivata in Campania nel XIII secolo, quando i monaci carmelitani, fuggiti dalle incursioni dei Saraceni, portarono con sé un’immagine della Vergine. Questa immagine fu custodita nella Basilica Santuario del Carmine Maggiore di Napoli, da dove il culto si diffuse rapidamente in tutta la provincia.
Nel XV secolo, il Padre Superiore del Carmine Maggiore, originario di Gragnano, decise di favorire la diffusione della devozione carmelitana costruendo chiese a Gragnano e a Torre del Greco. Questo contribuì a radicare il culto della Vergine anche sul territorio vesuviano.
Il dipinto della Madonna del Carmine
Il cuore della devozione alla Madonna del Carmine a Torre del Greco è rappresentato dal dipinto custodito nella parrocchia. Si tratta di un’opera di scuola bizantina risalente alla fine del Cinquecento, caratterizzata da una complessa e affascinante iconografia.
Il prof. Innocenti ha spiegato che il dipinto è ricco di significati simbolici: nella parte superiore è raffigurata l’incoronazione della Vergine Maria e del Bambino Gesù. Proprio quell’immagine è stata solennemente incoronata l’11 settembre 1966, un evento di straordinaria importanza per la comunità torrese.
Don Mario Pasqua ha ricordato come l’essenza del carisma carmelitano sia custodita proprio in questo retaggio: “Il culto della Vergine del Carmelo affonda le sue radici in una storia antica, tramandata nei secoli grazie ai Padri Carmelitani. Essi hanno custodito e trasmesso una spiritualità fondata sul silenzio, preghiera e meditazione della Parola di Dio, alimentata quotidianamente dall’Eucaristia.”
Questo anniversario rappresenta un’opportunità per rinnovare il profondo legame tra la comunità torrese e la Madonna del Carmine, custodendo una tradizione secolare che continua a essere segno di fede, appartenenza e speranza per le nuove generazioni.



