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Prestito da 20mila euro sotto la lente: il Gip del Tribunale di Napoli dispone approfondimenti

Il Gip del Tribunale di Napoli ha rinviato l'archiviazione e ha chiesto ulteriori indagini su un prestito di 20mila euro con sospetti tassi usurari: la vittima è un imprenditore calzaturiero di Salerno assistito dagli avvocati Antonio Picarella e Claudia Scafuro e sostenuto dall'associazione SOS Antiracket Antiusura.

Prestito da 20mila euro sotto la lente: il Gip del Tribunale di Napoli dispone approfondimenti

Un collegamento tra difficoltà aziendali e presunti tassi usurari finisce sotto ulteriore osservazione giudiziaria. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha rigettato la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, disponendo approfondimenti su un prestito da 20mila euro erogato a un imprenditore del settore calzaturiero di Salerno. Il caso è ora oggetto di accertamenti integrativi richiesti dal Gip, che ha ritenuto necessario verificare con maggior dettaglio le circostanze del finanziamento e le modalità di rimborso.

Ruolo di SOS Antiracket Antiusura e assistenza legale

L’istanza che ha portato alla riapertura delle indagini è stata depositata dall’Ufficio legale di SOS Antiracket Antiusuracoordinato dall’avvocato penalista Antonio Picarella. La vittima è assistita dagli avvocati Antonio Picarella e Claudia Scafuroche hanno segnalato elementi ritenuti utili ai fini dell’accertamento di una possibile condotta usuraia. L’intervento dell’associazione è stato determinante per evitare l’archiviazione e ottenere così un ulteriore approfondimento sul materiale probatorio a disposizione.

La denuncia e il sostegno fornito

Secondo quanto ricostruito finora, l’imprenditore, in un momento di difficoltà economica dell’azienda, si sarebbe rivolto a un terzo per ottenere liquidità e avrebbe ricevuto un prestito di 20mila euro. Gli accertamenti disposti dal Gip sono volti a chiarire in particolare le condizioni di restituzione del denaro e i tassi applicati, ritenuti potenzialmente usurari. L’associazione ha seguito la vicenda con attenzione, valorizzando elementi documentali e dichiarazioni che hanno convinto il giudice della necessità di ulteriori indagini.

Dichiarazioni dell’associazione e attività in Campania

Il presidente di SOS Antiracket AntiusuraTommaso Battagliniha commentato il provvedimento definendolo «un primo risultato importante, non scontato». Battaglini ha sottolineato come l’esito sia frutto di uno studio accurato degli atti e della determinazione dell’ufficio legale dell’associazione. «Continueremo a sostenere la vittima, che ha avuto il coraggio di denunciare», ha aggiunto, ribadendo l’impegno dell’organizzazione nel fornire assistenza legale e pratiche di supporto a chi subisce pressioni criminali.

Progetti regionali e presidi territoriali

Nel commento pubblico, l’associazione ha ricordato la propria presenza sul territorio, con attività attive anche in Campania nell’ambito di progetti rivolti alle vittime di usuraestorsione e soggetti in condizione di sovraindebitamento. SOS Antiracket Antiusura si presenta come punto di riferimento per chi cerca aiuto legale e orientamento nei casi in cui siano coinvolte pratiche di natura criminale o pressioni economiche illegali.

Dettagli investigativi e ricadute processuali

Il provvedimento del Gip mantiene aperto il fascicolo e autorizza accertamenti integrativi che potranno riguardare l’analisi documentale dei pagamenti, la verifica dei tassi applicati e ricostruzioni delle condizioni contrattuali che hanno accompagnato il prestito. Il lavoro degli inquirenti si concentrerà quindi su elementi concreti: flussi finanziari, ricevute di pagamento e ogni altro documento in grado di chiarire se i margini applicati possano rientrare nella fattispecie dell’usura.

Implicazioni per la vittima e per l’indagato

Per l’imprenditore assistito dall’associazione la decisione del Gip rappresenta la prosecuzione di un percorso giudiziario che potrebbe consentire di accertare responsabilità e, se provate, inquadrare penalmente comportamenti illeciti. Per l’indagato, invece, la riapertura delle indagini implica la possibilità di essere sottoposto a ulteriori verifiche e, se emergessero prove sufficienti, a successive azioni processuali.

Chi vive situazioni analoghe può rivolgersi ai canali di assistenza messi a disposizione dall’associazione. SOS Antiracket Antiusura è raggiungibile anche telefonicamente e tramite contatti dedicati messi a disposizione per offrire orientamento legale e sostegno pratico alle persone offese. Tra i riferimenti pubblici vi è il numero 379 137 662 8 e gli indirizzi mail dell’associazione per segnalazioni e richieste di aiuto.

La vicenda rimane ora in attesa degli accertamenti richiesti dal Gip del Tribunale di Napoli; il procedimento proseguirà fino a che gli approfondimenti non permetteranno di chiarire se il finanziamento e le condizioni di rimborso rientrino nella fattispecie dell’usura prevista dalla normativa vigente.

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