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Sentenze per il nuovo corso Amato-Pagano: riduzioni, assoluzioni e pesanti condanne a Napoli

Il gip di Napoli ha inflitto complessivamente quattro secoli di carcere al nuovo corso del clan Amato-Pagano; emergono riduzioni importanti, un’assoluzione e la descrizione delle attività criminali sul territorio

Sentenze per il nuovo corso Amato-Pagano: riduzioni, assoluzioni e pesanti condanne a Napoli

Il tribunale di Napoli ha reso note una serie di decisioni che, complessivamente, portano a quasi quattro secoli di pene inflitte agli imputati ritenuti legati al nuovo corso del clan Amato-Pagano. Le misure derivano dall’istruttoria legata al maxi blitz del dicembre di due anni fa e, pur confermando pene severe, evidenziano anche numerose riduzioni rispetto alle richieste del pubblico ministero e qualche assoluzione significativa.

Principali sentenze e riduzioni ottenute

Tra i casi più rilevanti spicca quello di Debora Amato, indicata come presunta reggente: mentre l’accusa aveva chiesto 15 anni e quattro mesi, il gip ha inflitto una pena a 12 anni di reclusione; la difesa era affidata all’avvocato Luigi Senese. Di segno opposto la sorte di Angelo Pagano, figlio del boss Cesare Pagano, difeso dall’avvocato Domenico Dello Iacono, per il quale è arrivata un’assoluzione rispetto a una richiesta di 5 anni e otto mesi.

Riduzioni ottenute dai difensori

Notevole il risultato dell’avvocato Luigi Senese per Carlo Calzone: la procura aveva richiesto 22 anni e due mesi (di cui 14 anni e due mesi per associazione e un tentativo di estorsione e otto anni per una rapina commessa a Marano), ma la condanna definitiva è stata di 13 anni e quattro mesi, con riconoscimento della continuazione tra i reati e della continuazione esterna rispetto a precedenti condanne per associazione mafiosa. Anche Emanuele Cicalese ha visto ridotta la pena da 12 a 11 anni, e Vincenzo Mangiapili da richieste cumulate a una pena finale di 10 anni e quattro mesi.

Altri esiti di processo e risultati difensivi

L’avvocato Gandolfo Geraci ha ottenuto per Maurizio Grandelli una condanna a 9 anni rispetto ai 13 inizialmente chiesti; per Concetta Sanguinetti la pena è scesa a 8 anni partendo da una richiesta di 13 anni. L’avvocato Rocco Maria Spina ha visto ridotta la richiesta per Salvatore Silvestri a 9 anni e quattro mesi (da 13 anni e otto mesi) e ha ottenuto per Nicola Tarantino una condanna a 3 anni e quattro mesi rispetto ai 7 anni e dieci mesi richiesti. L’avvocato Lucia Boscaino ha invece conseguito per Stefano Orta una pena di 4 anni e sei mesi, ridotta rispetto ai 9 anni e otto mesi inizialmente richiesti.

Elenco delle altre condanne

La sentenza comprende numerose altre pene: Monica Amato 5 anni; Enrico Bocchetti 15 anni e quattro mesi; Giuseppe Aruta 6 anni e otto mesi; Raffaella Barbieri 6 anni e otto mesi; Raffaele Capasso 10 anni; Carmine Caso 12 anni; Alessandro De Cicco 8 anni e otto mesi; Luciano De Luca 15 anni e otto mesi; Francesco Della Gaggia 10 anni e otto mesi; Gennaro Diano 8 anni; Luigi Diano 16 anni; altri imputati hanno ricevuto pene che vanno da 2 anni e sei mesi (per Jelena Yevremovic) fino a 14 anni e otto mesi per Luigi Tutino. Tra i nominativi figurano anche Gennaro Liguori 14 anni, Maurizio Errichelli 13 anni e quattro mesi, Francesco Petito 8 anni e Alfonso Riccio 10 anni e otto mesi.

Ruolo del clan e modalità operative sul territorio

L’ordinanza che ha originato le misure ricostruisce un controllo capillare del territorio da parte del clan, con presenza asfissiante nei comuni di Melito, Mugnano e nei quartieri napoletani di Secondigliano e Scampia. L’organizzazione risultava gerarchizzata e adattata ai tempi moderni: elemento particolarmente grave è il coinvolgimento di minorenni nelle estorsioni ai danni di commercianti e cantieri, pratica usata non solo per estorcere denaro ma anche per dimostrare il potere del gruppo, con richieste particolarmente pressanti nelle vicinanze delle festività natalizie.

Crimini economici e rete internazionale

Il narcotraffico è indicato come il core-business dell’organizzazione, con canali verso Spagna, Sudamerica e Dubai, in continuità con le attività di figure come Lello Amato e il collaboratore internazionale Raffaele Imperiale. A queste si aggiungevano reati come ricettazione, riciclaggio e l’infiltrazione nell’economia legale attraverso prestanome e connivenze di colletti bianchi. Il controllo sulle aste giudiziarie e la gestione degli alloggi nei rioni popolari completavano il quadro di un’influenza economica e sociale pervasiva.

Le decisioni del gip rappresentano un passaggio importante nella lunga vicenda giudiziaria che ha coinvolto il nuovo corso del clan Amato-Pagano. Pur con pene complessive severe, emergono numerosi esempi di strategie difensive efficaci e di esiti diversificati, che rimarranno ora soggetti agli ordinari gradi di impugnazione previsti dal processo penale.

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