Nel carcere di Poggioreale, a Napoli, la Polizia Penitenziaria continua a combattere una battaglia quotidiana contro l’introduzione di cellulari e droga all’interno delle mura carcerarie. Recenti operazioni hanno portato al sequestro di venti smartphone di ultima generazione e di 600 grammi di hashish, dimostrando ancora una volta la determinazione degli agenti nel garantire la sicurezza e la legalità.
Operazioni di controllo e sequestri
Le operazioni di controllo, svolte in tre diversi padiglioni del carcere di Poggioreale—Salerno, Milano e Firenze—hanno portato alla luce un ingente quantitativo di materiale illecito. I telefoni, sequestrati durante i controlli di routine, rappresentano un canale di comunicazione non autorizzato che potrebbe essere utilizzato per attività delittuose. “Ogni telefono sequestrato è un canale illecito sottratto alla criminalità”, hanno dichiarato Giuseppe Moretti, presidente nazionale dell’Uspp e Ciro Auricchio, segretario regionale campano.
L’uso dei droni per il traffico illecito
Un fenomeno sempre più preoccupante è l’utilizzo di droni per introdurre droga e altri oggetti vietati all’interno delle carceri. Il 2 agosto, un drone è riuscito a consegnare 600 grammi di hashish in una cella del carcere di Poggioreale prima che gli agenti potessero intervenire. Durante i controlli successivi, è stato rinvenuto anche un altro carico di 400 grammi di hashish in un’altra cella. “La professionalità del personale ha impedito l’ingresso di un ingente quantitativo di droga”, hanno sottolineato Moretti e Auricchio.
Le sfide tecnologiche e le carenze di organico
La lotta contro i traffici illeciti nelle carceri sta assumendo una dimensione sempre più tecnologica. I droni, sempre più sofisticati, rappresentano uno degli strumenti preferiti dalle organizzazioni criminali per eludere i controlli e mantenere attivi i collegamenti con l’interno degli istituti di pena. “Non c’è dubbio che la polizia penitenziaria combatte una guerra quotidiana contro tecnologie sempre più sofisticate”, hanno affermato i rappresentanti sindacali.
Tuttavia, le sfide non si limitano alla tecnologia. A Poggioreale, infatti, mancano circa 200 agenti, un deficit che rende ancora più difficile il lavoro degli operatori. “L’abnegazione degli agenti non può sostituire gli investimenti dello Stato”, hanno dichiarato Moretti e Auricchio, sottolineando la necessità di maggiori investimenti in tecnologie anti-drone e sistemi di inibizione dello spazio aereo.
Le condizioni strutturali e il sovraffollamento
Le criticità non si fermano qui. Il carcere di Poggioreale, uno dei più affollati d’Italia con oltre 2.200 detenuti, soffre anche di carenze igienico-strutturali. Una recente visita della Camera penale di Napoli ha segnalato difficoltà di gestione legate al sovraffollamento e alle condizioni strutturali dei padiglioni. “Servono urgentemente sistemi tecnologicamente avanzati come i jammer e sistemi anti droni più performanti”, hanno concluso i rappresentanti sindacali.
Nonostante le difficoltà, la Polizia Penitenziaria continua a dimostrare grande professionalità e determinazione nel garantire un ambiente sicuro e legale all’interno delle carceri. La sfida tecnologica e le carenze di organico rimangono, tuttavia, una preoccupazione costante per chi opera quotidianamente in questo settore.



