La Campania sta vivendo giorni di caldo estremo con temperature che hanno raggiunto picchi record in diverse aree della regione. Tra le zone più colpite, la Stazione Centrale di Napoli e il mercato ortofrutticolo di Afragola dove i termometri hanno segnato 48 gradi.
Questi dati, rilevati da Legambiente Campania evidenziano come il caldo non sia solo un fenomeno climatico, ma anche un problema urbanistico e sociale. Le aree più critiche sono quelle dove si concentrano traffico, attività produttive e vulnerabilità, rendendo urgente l’adozione di strategie di adattamento.
Le zone più colpite dal caldo estremo
Legambiente Campania ha identificato 10 hotspot termici stabili, aree che nel tempo si sono scaldate più del contesto circostante. Tra queste, spiccano:
- Mercato ortofrutticolo di Afragola un’area emblematica per la combinazione di intensa attività produttiva, grandi superfici asfaltate e costante esposizione al sole. Il caldo qui incide direttamente sulle condizioni di lavoro e sulla movimentazione delle merci.
- Stazione Centrale di Napoli un nodo critico dove traffico, asfalto e superfici impermeabili amplificano l’effetto isola di calore rendendo l’area particolarmente vulnerabile durante le ondate di caldo.
- Zona residenziale di Sant’Antimo un quartiere dove il caldo si manifesta come una pressione costante sulla vita quotidiana, con pochi spazi ombreggiati e superfici che trattengono calore.
Le parole di Mariateresa Imparato
Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, ha commentato: “Il caldo estremo non è solo una questione climatica, ma anche urbanistica, ambientale e sociale. I punti più caldi coincidono spesso con i luoghi in cui si concentrano funzioni, traffico, lavoro, produzione e vulnerabilità.”
Imparato ha sottolineato l’urgenza di intervenire con strategie di adattamento mirate, come l’aumento del verde urbano, la creazione di corridoi ecologici e lo sviluppo di una rete di rifugi climatici di comunità. “La giustizia climatica deve diventare una priorità dell’agenda politica degli amministratori e della regione”, ha aggiunto.
Le soluzioni proposte
Per affrontare l’emergenza climatica, Legambiente Campania propone diverse soluzioni, tra cui:
- Più alberi e più ombra per ridurre l’effetto isola di calore e migliorare la qualità dell’aria.
- Maggiore permeabilità del suolo per favorire il drenaggio dell’acqua e ridurre l’accumulo di calore.
- Spazi pubblici vivibili per garantire a tutti l’accesso a luoghi freschi e sicuri.
- Rifugi climatici di comunità per proteggere le fasce più vulnerabili durante le ondate di calore.
Imparato ha invitato la Giunta campana a farsi promotrice del primo Piano Sociale regionale per il Clima in Italia, per proteggere le fasce più vulnerabili e rendere i territori più resilienti di fronte a ondate di calore ed eventi estremi.



