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Bellagio: quando i tavoli dei ristoranti invadono i portici

Bellagio, la perla del Lago di Como, sta affrontando una sfida crescente tra turismo e spazio pubblico. Scopri come i portici stanno diventando sempre più invasi dai tavoli dei ristoranti e l'impatto su pedoni e residenti.

Bellagio: quando i tavoli dei ristoranti invadono i portici

Bellagio, la perla del Lago di Como è famosa per i suoi portici storici e il centro storico pittoresco. Tuttavia, negli ultimi anni, il turismo di massa sta mettendo a dura prova gli spazi pubblici del borgo. La convivenza tra ristorantituristi e residenti si sta facendo sempre più difficile, soprattutto sotto i portici.

La trasformazione dei portici di Bellagio

Un residente di lungo corso, Sandro Dainotti, ha scritto una lettera al sindaco per esprimere le sue preoccupazioni. Dainotti, che frequenta Bellagio da circa vent’anni, ha notato un cambiamento significativo negli spazi pubblici. “Non ricordo di aver mai visto le vie del centro attraversate da così tante automobili come oggi”, afferma. La zona recentemente ripavimentata continua ad essere percorsa da un traffico intenso, compresi veicoli che accompagnano i turisti verso i B&B e le strutture ricettive.

Ma il problema principale riguarda i portici. Secondo Dainotti, gli spazi sotto i portici sono stati progressivamente concessi in misura sempre maggiore a tavoli e sedie di bar, ristoranti e strutture ricettive. “Passeggiare sotto i portici è diventato in diversi punti complicato”, spiega. “Il passaggio pedonale è sempre più sacrificato e ci si trova a camminare praticamente a ridosso dei tavoli, tanto da avere la sensazione di attraversare più un’area di ristorazione che uno spazio pubblico destinato al passeggio.”

L’impatto sul turismo e sui residenti

Dainotti si chiede se l’amministrazione abbia tenuto sufficientemente conto del fatto che la zona, pur essendo esteticamente più curata, continua ad essere una strada molto trafficata. “I ristoranti sotto i portici sembrano aver ottenuto una disponibilità sempre maggiore di spazio per i dehors”, osserva. “Bellagio vive della sua bellezza, del suo centro storico e soprattutto della possibilità di essere vissuta e percorsa a piedi. Non credo che rendere sempre più difficile passeggiare sotto i portici, comprimendo i pedoni tra il traffico e i tavoli dei ristoranti, sia necessariamente compatibile con l’immagine di qualità che il paese dovrebbe voler offrire.”

Dainotti non mette in discussione la presenza dei ristoranti, ma si chiede se non si sia superato un punto oltre il quale l’interesse commerciale rischia di prevalere eccessivamente sulla qualità dello spazio pubblico. “Mi farebbe quindi piacere sapere se l’Amministrazione abbia intenzione di fare una verifica complessiva degli spazi concessi ai dehors e dell’effettivo spazio lasciato al passaggio pedonale”, conclude.

I portici: un patrimonio da preservare

I portici non sono solo una caratteristica architettonica, ma fanno parte della storia e dell’identità di molti borghi italiani. A Torino, ad esempio, i portici sono un elemento distintivo della città, legati alla sua trasformazione in una capitale. “I portici torinesi non sono nati soltanto per ripararsi dalla pioggia”, spiega un esperto. “La loro funzione era molto più ampia. Facevano parte del progetto urbanistico della città e permettevano di creare percorsi coperti e continui, collegando edifici, piazze e strade.”

I portici di Torino sono diventati parte integrante della vita sociale della città. “C’è poi un aspetto meno evidente”, continua l’esperto. “I portici hanno creato uno spazio che non è completamente strada e non è completamente edificio. È qualcosa nel mezzo. Un luogo dove fermarsi, guardare le vetrine, incontrare qualcuno, sedersi al tavolino di un caffè oppure semplicemente camminare.”

Bellagio, come molte altre città turistiche, deve affrontare la sfida di bilanciare le esigenze dei turisti dei residenti e delle attività commerciali. Preservare la qualità urbana di Bellagio dovrebbe essere una priorità condivisa, per garantire che il borgo possa continuare a essere vissuto e apprezzato da tutti.

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