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Il film “Perché?” racconta in aula la storia di Angelo Vassallo

Il film “Perché?” porta la storia di Angelo Vassallo dalla Pollica al Senato, mentre la giustizia ancora indaga.

Il film “Perché?” racconta in aula la storia di Angelo Vassallo

Dopo sedici anni di domande, memorie e ricerca di risposte, la vicenda di Angelo Vassallo il sindaco pescatore di Pollica assassinato, trova una nuova voce grazie al cinema. Il documentario intitolato “Perché?” è nato dall’iniziativa dei fratelli Dario e Massimo Vassallo, che ricoprono i ruoli di presidente e vicepresidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore. La pellicola, realizzata da Giuseppe Falagario, intende raccontare la vita dell’ex amministratore locale, concentrandosi sul suo impegno civico anziché sulla tragica fine.

La prima alla Camera dei Deputati: data, luogo e obiettivi

Il 13 ottobre 2026, alle ore 15.30, la Camera dei Deputati ospiterà la proiezione ufficiale nella Sala Giacomo Matteotti di Palazzo Theodoli-Bianchelli. L’evento è stato voluto dalla Fondazione perché la storia di Vassallo, secondo i fratelli, non è limitata al suo nucleo familiare o al territorio del Cilento, ma si inserisce nella più ampia trama della storia italiana. «Abbiamo scelto il cinema perché volevamo raccontare Angelo in una maniera diversa», ha dichiarato Dario Vassallo, sottolineando l’intento di offrire al pubblico una narrazione incentrata sulla sua umanità e sul suo ruolo di sindaco.

Le ragioni che ancora guidano la famiglia Vassallo

Il titolo stesso del film, “Perché?” racchiude il quesito che accompagna la famiglia da ben sedici anni: «Perché è stato ucciso un uomo che aveva dedicato la propria vita al territorio, alla sua comunità e a un’idea precisa di amministrazione?». Dario e Massimo Vassallo hanno ribadito, durante la presentazione, che il loro unico intento è chiedere che lo Stato faccia lo Stato senza privilegi né scorciatoie, affinché le istituzioni portino a termine il loro compito e si giunga finalmente alla verità sull’omicidio.

Il caso giudiziario: assoluzione di Romolo Ridosso

Parallelamente alla promozione del documentario, si è conclusa la fase di giudizio su Romolo Ridosso accusato di concorso anomalo nell’omicidio di Vassallo. Il 19 giugno scorso il giudice di pace di Salerno, Giovanni Rossi, ha emesso una sentenza di assoluzione, ritenendo che le dichiarazioni del imputato fossero reticenti, ondivaghe e contraddittorie e non dimostrassero alcun coinvolgimento concreto. La decisione si basa sulla constatazione che Ridosso ha mentito su tutti gli aspetti del presunto sopralluogo a Acciaroli e sul presunto accordo economico con il boss di Scafati.

Le indagini sul traffico di droga e gli altri imputati

Nel contesto del processo, sono emersi riferimenti a un presunto traffico di droga gestito da Raffaele Maurelli (deceduto ), Giovanni Cafiero, Giuseppe Cipriano, con la complicità del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo e dell’ex brigadiere Lazzaro Cioffi. Nonostante le accuse, la Cassazione aveva già smontato gli elementi a carico di Cagnazzo nel gennaio precedente, e il giudice di pace ha nuovamente ritenuto insufficiente il collegamento tra Ridosso e i soggetti citati. Il motivante della sentenza evidenzia che, anche se Ridosso avesse saputo di un eventuale intento criminoso, non vi era alcun accordo concreto che potesse incriminarlo penalmente.

Il processo contro Cagnazzo, Cioffi e Cipriano inizierà il 2 novembre, con una discussione in appello prevista per il 12 novembre in merito al ricorso della Procura contro il proscioglimento di Cagnazzo. La pubblica ministera Elena Guarino ha già manifestato l’intenzione di impugnare la sentenza di assoluzione di Ridosso, mantenendo viva la pressione sul sistema giudiziario affinché si giunga alla verità sull’intera vicenda.

Il rifiuto di partecipare alle tradizionali celebrazioni

In segno di protesta, Dario e Massimo Vassallo hanno annunciato che non prenderanno più parte alle celebrazioni del 5 settembre dedicato alla memoria del loro fratello. La decisione sottolinea il loro desiderio di non limitare il ricordo a una semplice ricorrenza, ma di trasformarlo in un vero e proprio strumento di pressione politica e giudiziaria.

La proiezione di “Perché?” alla Camera dei Deputati rappresenta, quindi, più di una semplice prima assoluta: è un invito al Paese a non dimenticare, a non accettare risposte parziali e a far sì che le istituzioni culminino il loro dovere per restituire verità e giustizia alla memoria di Angelo Vassallo.

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