Nel pomeriggio di ieri, i residenti di Corso della Resistenza ad Acerra hanno avvertito un forte odore di gas, segnale di una possibile perdita sotterranea. L’emergenza è scoppiata durante lavori di sistemazione dei cavi elettrici, quando un escavatore ha colpito una tubazione del metano. L’immediata percezione del profumo ha spinto i cittadini a segnalare la situazione alle autorità, scatenando il protocollo di allarme previsto per questo tipo di incidenti. Il rischio di esplosione ha imposto una risposta rapida, con la chiusura temporanea del tratto interessato della via per garantire la sicurezza di pedoni e automobilisti.
Il comando dei vigili del fuoco di Afragola è stato il primo ad arrivare sul posto, seguito da un secondo reparto per sostenere le operazioni. Contemporaneamente, gli agenti della polizia locale hanno delimitato l’area con transenne e segnaletica, impedendo l’accesso a veicoli privati. Due veicoli di servizio sono stati posizionati ai margini dell’intervento per bloccare ulteriori intrusioni. L’obiettivo primario era quello di creare un perimetro di sicurezza entro il quale i tecnici potessero agire senza ostacoli, riducendo al minimo la possibilità di una escalation della situazione.
Intervento dei vigili del fuoco e della polizia locale
Il personale dei vigili, con l’ausilio di equipaggiamento protettivo e dispositivi di rilevazione, ha iniziato a monitorare la concentrazione di gas nell’aria, valutando con precisione la zona di massima pericolosità. Parallelamente, la polizia locale ha gestito il flusso veicolare, deviando il traffico e avvisando i commercianti del centro. L’azione coordinata ha permesso di mantenere la calma tra i passanti, molti dei quali hanno osservato da lontano le operazioni, incuriositi ma consapevoli del pericolo. Grazie a questa tempestività, non è stato necessario evacuare le abitazioni adiacenti, limitando il disagio alla sola chiusura della via.
Operazioni di messa in sicurezza
I tecnici della Napoletana Gas sono giunti sul sito poco dopo l’arrivo dei soccorsi. Dopo un’attenta ispezione, hanno identificato il punto esatto in cui la condotta è stata danneggiata e hanno azionato la valvola di chiusura, interrompendo l’erogazione del metano. Il fermo del flusso ha permesso di avviare le operazioni di depurazione dell’area, con l’utilizzo di ventilatori e sistemi di aspirazione per disperdere il gas residuo. Il lavoro è durato diverse ore, durante le quali i tecnici hanno controllato continuamente i livelli di concentrazione, assicurandosi che la situazione rimanesse sotto controllo.
Indagine sulla causa della rottura
Con la sicurezza ristabilita le autorità hanno rivolto la loro attenzione alle ragioni dell’incidente. Un elemento cruciale da verificare è la profondità della tubazione: secondo le normative, la condotta di metano doveva trovarsi a più di un metro e trenta centimetri dal livello della carreggiata. Le indagini dovranno determinare se gli scavi sono stati eseguiti rispettando tale disposizione e se vi siano state incongruenze nella segnalazione dei lavori sotterranei. Inoltre, verrà accertata la responsabilità delle imprese coinvolte nei lavori elettrici e nella gestione delle infrastrutture, al fine di evitare futuri incidenti simili nella zona.



