Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord ha emesso, nella stessa giornata, due provvedimenti che hanno scosso il mondo imprenditoriale e sportivo della città: l’interdizione di Alfredo Guerri presidente della Juve Stabia e il sequestro preventivo di crediti fiscali per un valore complessivo di 152,9 milioni di euro. L’operazione si inserisce nel contesto di un’indagine sulla presunta frode al Superbonus 110% che coinvolge le società Domus srl e Gold srl, entrambe appartenenti al gruppo imprenditoriale di Guerri.
Interdizione giudiziaria e sequestro patrimoniale
Il provvedimento cautelare personale, adottato a poco più di due mesi dal sequestro di luglio – quando la Guardia di Finanza aveva bloccato oltre 14,5 milioni di crediti fiscali e le quote delle due società – prevede a Guerri il divieto di esercitare qualsiasi attività imprenditoriale. Parallelamente, la Procura di Napoli Nord ha richiesto il sequestro di crediti d’imposta pari a quasi 153 milioni di euro, un importo che supera di gran lunga il primo blocco patrimoniale e rappresenta il nuovo capitolo dell’inchiesta.
Il provvedimento di luglio e il nuovo blocco da 153 milioni
Nel luglio la Guardia di Finanza dell’area di Giugliano in Campania aveva sequestrato 14,5 milioni di euro di crediti considerati inesistenti, insieme al complesso aziendale di Domus e Gold. Quell’azione mirava a impedire la circolazione di crediti ritenuti frutto di operazioni fraudolente. Il recente decreto, invece, mira a bloccare i crediti ancora presenti nei “cassetti fiscali”, fermandone la cessione o la compensazione e proteggendo l’Erario da ulteriori danni.
Possibili ripercussioni sulla carica di presidente
La questione più delicata riguarda ora l’effettiva capacità di Guerri di continuare a ricoprire il ruolo di presidente della Juve Stabia. L’interdizione può infatti estendersi ai uffici direttivi di persone giuridiche, secondo quanto previsto dall’articolo 290 del codice di procedura penale. Se il dispositivo giudiziario includerà anche il divieto di esercitare funzioni di amministrazione, Guerri sarà costretto a cedere la gestione quotidiana del club, pur mantenendo, eventualmente, la titolarità delle quote societarie.
È importante sottolineare che la misura cautelare non equivale a una condanna definitiva: la presunta innocenza rimane valida fino a una eventuale sentenza. Tuttavia, l’interdizione, se confermata, potrebbe indebolire la stabilità gestionale della squadra, già segnata da una precedente amministrazione giudiziaria prima dell’ingresso di Guerri.
Il caso Superbonus: come è nata l’accusa
Secondo le indagini, la dinamica fraudolenta si baserebbe su una società incaricata da diversi condomìni di gestire la progettazione e l’esecuzione di lavori ammessi al Superbonus 110%. Gli investigatori hanno ricostruito un sistema in cui, in assenza o con lavori parziali, venivano emesse fatture e asseverazioni falsate da tecnici. Questi documenti, inviati all’Enea e corredati dei necessari visti di conformità, hanno poi generato crediti d’imposta formalmente validi.
Monetizzazione dei crediti
Una volta inseriti nei cassetti fiscali dei condomìni, i crediti venivano trasferiti alle imprese collegate a Guerri, per poi essere ceduti a istituti di credito o ad altri soggetti. Questa operazione di monetizzazione trasformava il valore fiscale in disponibilità economica, alimentando il flusso di denaro illecito. La Guardia di Finanza ha individuato circa 64 cantieri tra il 2021 e il 2024 dove i lavori dichiarati erano incompleti o del tutto assenti, ma i relativi crediti erano comunque stati immessi nel circuito delle cessioni.
Il sequestro di 152,9 milioni di euro rappresenta l’intervento più consistente a livello patrimoniale, ma la misura interdittiva contro Guerri segna un passo decisivo sul piano personale, con potenziali ripercussioni sulla sua attività sportiva.



