Il 28 settembre Eni ha comunicato l’introduzione di un price cap temporaneo per i propri carburanti: benzina non potrà superare 1,99 € al litro, mentre il diesel sarà limitato a 2,19 €. La misura, valida per i successivi trenta giorni, arriva proprio quando il governo ha dimezzato il taglio delle accise sul gasolio, riducendole progressivamente da 12,2 a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. Le autorità hanno accolto l’intervento definendolo un gesto di solidarietà verso le famiglie, ma lo hanno anche invitato a valutare estensioni fino a fine anno.
Il nuovo tetto di Eni a confronto con i prezzi praticati a Napoli
Nonostante il limite teorico, la realtà delle stazioni di servizio partenopee è ben diversa. Il grande distributore IP di via Marina, vicino all’uscita autostradale, propone benzina a 2,399 € e diesel a 2,599 €, i valori più alti della città. A via Foria, accanto all’Orto botanico, la pompa Esso segnala 2,199 € per la benzina e 2,449 € per il diesel. Alcune realtà, come Fuel in zona Stazione Centrale, sono più competitive (2,129 € benzina, 2,279 € diesel), ma comunque sopra il prezzo massimo imposto da Eni.
Distribuzione dei prezzi per zona
Nel Vomero, l’IP di via Cinthia (Fuorigrotta) mantiene la benzina a 2,118 € e il gasolio a 2,278 €. Verso Capodichino, la pompa bianca in via Caserta al Bravo propone 2,185 € per la benzina (self-service) e 2,336 € per il diesel. In viale Kennedy (Fuorigrotta) il distributore Q8 segna 2,099 € benzina e 2,279 € diesel, mentre Enilive, vicina, offre 2,104 € e 2,284 €. Alcune stazioni periferiche, come la Tamoil di via Gian Battista Marino, si aggirano intorno a 2,119 €/2,289 €, quasi identiche a quelle della Q8 di via Caravaggio al Vomero.
Reazioni di automobilisti, associazioni e politica
Il gradimento tra i guidatori è scarso: “Ho messo 20 euro di benzina ieri e oggi sono di nuovo a rosso. È diventata una situazione insostenibile”, denuncia il proprietario di un’auto ibrida. Molti napoletani, anche nella zona ospedaliera, accettano lunghe code per rifornirsi alla Fuel di via Antonio Cardarelli, dove il prezzo è 2,169 € per la benzina, ma considerano poco vantaggioso il diesel, a 2,309 €. Il segretario di Assotir, Claudio Donati, ha minacciato uno sciopero dei camionisti se il governo non agirà sul cari-diesel. I ministri Urso e Pichetto hanno convocato per l’8 ottobre le principali raffinerie italiane, chiedendo un aumento della produzione per far scendere i prezzi.
Le organizzazioni dei consumatori hanno accolto il gesto di Eni con ottimismo. Il Codacons stima che il price cap consentirà un risparmio di circa 10,4 € su un pieno di diesel e 11,2 € su un pieno di benzina. Tuttavia, diverse voci politiche, dal Pd all’AVS, hanno criticato il ritardo dell’intervento, chiedendo misure più strutturali e non solo temporanee.



