27 Settembre 2026 ☀ 23°

Proteste a Pozzuoli e Bagnoli contro i lavori per l’America’s Cup

Centinaia di voci si levano per fermare la bonifica veloce e chiedere case ai più di 5mila sfollati dei Campi Flegrei

Proteste a Pozzuoli e Bagnoli contro i lavori per l’America’s Cup

Questa mattina, al sorgere del sole, una massa di circa centinaia di persone si è radunata davanti alla stazione di Dazio, nel comune di Pozzuoli, per avviare un corteo che ha attraversato il territorio fino all’area di Coroglio, nell’ex zona industriale di Bagnoli. Il percorso, lungo oltre un chilometro, è stato scandito da cori, cartelli e la presenza di tende da campeggio simboliche montate davanti alla colmata, a testimonianza della volontà di non dimenticare gli sfollati dei quartieri Artiaco, Cappuccini e Solfatara.

Al corteo hanno partecipato attivisti della rete “No America’s Cup” membri della realtà “Pozzuoli Esiste Ancora” commercianti locali, rappresentanti di associazioni e diversi comitati territoriali. Tra i presenti anche i cittadini di Bagnoli, legati da un comune timore: quello che le politiche di delocalizzazione e di svuotamento possano prevalere su quelle di sicurezza e di tutela delle comunità storiche.

Il corteo da Dazio a Coroglio: chi ha partecipato e quali richieste

Il gruppo è partito alle ore 10:00 dalla zona del Dazio, percorrendo le vie di Pozzuoli per poi immettersi nella colmata di Bagnoli. Lungo il tragitto, i manifestanti hanno scandito slogan come “No alla delocalizzazione e allo svuotamento della città di Pozzuoli” e hanno portato segnali che denunciavano l’intervento accelerato per l’America’s Cup. Alla fine del percorso, l’occupazione simbolica di fronte alla colmata ha previsto il montaggio di tende, un gesto destinato a ricordare gli oltre 5mila cittadini che, a causa di recenti scosse sismiche, vivono senza un tetto dove dormire.

Le richieste chiave dei manifestanti

Tra le richieste avanzate, i comitati hanno sottolineato la necessità di fermare immediatamente i lavori legati all’evento sportivo, garantire una bonifica completa e controllata dell’area contaminata e avviare un piano di ricollocazione per gli sfollati dei rioni popolari. Inoltre, è stato richiesto di rendere la zona sicura dal punto di vista sismico, evitando che la costruzione di strutture temporanee possa compromettere le vie di fuga in caso di ulteriori eventi sismici.

Il contesto di Bagnoli: lavori per l’America’s Cup e timori ambientali

Nel frattempo, a Napoli, lungo il lungomare di via Caracciolo, le barche della 38ª America’s Cup si preparano per le regate preliminari. A pochi chilometri di distanza, però, il quartiere di Bagnoli si trova al centro di una controversia: i lavori di dragaggio e di edificazione di un villaggio per i team della competizione, previsti, stanno suscitando forte opposizione. I manifestanti accusano le autorità di dare priorità alla realizzazione tempestiva dell’evento, a discapito di una veritiera bonifica dell’area altamente inquinata.

Le tensioni tra bonifica rapida e salute dei residenti

Le operazioni di dragaggio, condotte con sistemi di contenimento dichiarati dalle autorità, sono state oggetto di critiche dopo la diffusione di video che mostrano l’intervento in una zona marina con alta concentrazione di sostanze nocive. I residenti temono che l’accelerazione dei lavori possa compromettere la salute pubblica soprattutto per le famiglie che vivono nelle vicinanze della colmata e per i 4000 sfollati che hanno già abbandonato il territorio a causa di rischi ambientali.

Le conseguenze sociali: sfollati e crisi abitativa nei Campi Flegrei

Le proteste hanno ribadito che, mentre la città si prepara ad accogliere migliaia di visitatori per la 38ª America’s Cup, più di 5mila persone rimangono senza una sistemazione stabile. Le organizzazioni locali denunciano un “corto circuito democratico”, in cui le ingenti risorse pubbliche destinati all’evento sportivo non trovano risposta alle emergenze abitative e alla necessità di una reale rigenerazione del territorio. In questo scenario, la mancanza di case adeguate è aggravata dall’aumento dei canoni, spinto dalla domanda di alloggi da parte dei team sportivi.

Il corteo di oggi rappresenta l’ultimo capitolo di una settimana di mobilitazione costante, che ha visto blocchi dei camion diretti ai cantieri, presidii quotidiani in piazza Bagnoli e manifestazioni contro la creazione di una “vetrina” temporanea per la America’s Cup. Gli attivisti continuano a chiedere che le autorità fermino i lavori garantiscano la sicurezza sismica e offrano una soluzione abitativa dignitosa a tutti gli sfollati, affinché le comunità di Pozzuoli e Bagnoli possano ricostruire il proprio futuro lontano da politiche di delocalizzazione e svuotamento.

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