Nel panorama criminale napoletano, le indagini sulla “associazione a delinquere” continuano a portare alla luce figure di spicco. Una di queste è Giuseppe Del Prete ricercato sin dal 3 marzo per il suo ruolo di alto livello all’interno del clan Mazzarella. La notte di mercoledì, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli-Stella hanno compiuto un’azione che ha chiuso la latitanza di un uomo considerato cruciale per la rete criminale.
Il territorio di Forcella storico dei conflitti tra le varie fazioni mafiose, ha ospitato l’ultima mossa di Del Prete: un nascondiglio ingegnoso costruito all’interno del doppiofondo di un armadio. Nonostante gli sforzi per sfuggire alla cattura, l’uomo è stato identificato grazie a un lavoro di ricognizione meticoloso e all’analisi di informazioni provenienti da collaboratori di giustizia.
Dettagli dell’operazione di cattura
L’azione si è svolta all’alba, quando il quartiere di Forcella mostrava ancora il silenzio tipico delle prime ore. I militari hanno perlustrato l’area sulla base di un mandato del giudice per le indagini preliminari. Dopo aver isolato l’edificio, hanno iniziato una perlustrazione interna che ha portato alla scoperta di un vano segreto, appositamente scavato all’interno di un armadio.
Il nascondiglio nel doppiofondo dell’armadio
Il doppiofondo dell’armadio è stato trasformato in una piccola camera, dotata di spazio sufficiente per nascondere una persona. L’idea di un tale nascondiglio riflette la capacità del clan di adottare metodi di evasione sofisticati. Quando i Carabinieri hanno aperto il compartimento, hanno trovato Del Prete intento a cercare di rifugiarsi, ma senza possibilità di fuga. L’arresto è avvenuto senza incidenti, dimostrando l’efficacia dell’intervento tempestivo.
Le accuse contro Del Prete e l’attività del clan Mazzarella
Il provvedimento di cattura include imputazioni per associazione a delinquere di stampo mafioso e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno messo in luce il ruolo di Del Prete nell’organizzare sia il traffico di droga che le attività di estorsione, partecipando a riunioni decisionali dove venivano definite le strategie criminali. Il suo coinvolgimento risale almeno al 2020, periodo in cui il clan ha consolidato il controllo su zone come Forcella, la Maddalena, i Tribunali, il Mercato e San Gaetano.
Indagine e prove raccolte dalla Procura
La Squadra Mobile di Napoli ha condotto un’indagine lunga più di due anni, supportata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Tra le fonti decisive vi è il collaboratore di giustizia Salvatore Giuliano, soprannominato “o Russ“, le cui dichiarazioni hanno permesso di ricostruire gli assetti gerarchici del clan a partire da maggio 2021. Le intercettazioni telefoniche hanno ulteriormente confermato i legami di Del Prete con i vertici del cartello, nonché la sua opposizione alla federazione nota come Alleanza di Secondigliano. Il risultato è un quadro dettagliato che collega il latitante a un ampio spettro di attività illecite, rafforzando le accuse presentate dal pubblico ministero.
Con l’arresto di Giuseppe Del Prete le autorità hanno dimostrato una volta di più la loro determinazione nel contrastare la criminalità organizzata a Napoli. Il caso sottolinea l’importanza della collaborazione tra forze dell’ordine, magistratura e collaboratori di giustizia per smantellare le reti mafiose e impedire che i loro capitoli si perpetuino nelle strade della città.



