Il centrocampista azzurro Antonio vergara ha dovuto interrompere la sua prima presenzale in Nazionale, impiegata nella Nations League contro la Turchia. All’83’ di gioco, un improvviso dolore al polpaccio ha decretato il suo allontanamento dal campo.
Gli esami effettuati oggi presso il Pineta Grande Hospital hanno rivelato una lesione distrattiva di medio grado del soleo destro. Il tessuto muscolare, cruciale per la spinta nella camminata e nella corsa, richiede ora un percorso di riabilitazione mirata e un periodo di inattività stimato tra i 20 e i 30 giorni.
Diagnosi di Vergara e calendario delle assenze
Secondo la valutazione medica, il soleo è il muscolo più interno del polpaccio, affiancato dal gastrocnemio. Una lesione di secondo grado come quella riscontrata su Vergara tipicamente necessita di almeno 15-30 giorni di terapia, durante i quali si alternano fisioterapia, riduzione del gonfiore e recupero della forza.
Nel caso specifico, il club non ha ancora annunciato date precise, ma l’intervallo indicato implica l’indisponibilità per le seguenti partite:
- Napoli-Frosinone, 10 ottobre
- Villarreal-Napoli (Champions), 13 ottobre
- Venezia-Napoli, 17 ottobre
Se la fase di recupero dovesse allungarsi fino a un mese, si allungherà anche la lista delle partite perse, includendo gli impegni contro Bodo Glimt (20 ottobre), Roma (24 ottobre), Monza (28 ottobre), Juventus (1 novembre) e ulteriori appuntamenti di novembre.
Altri infortuni sulla panchina del Napoli
Vergara non è l’unico a dover affrontare una pausa forzata. Mathías Olivera terzino uruguaiano, ha subito una lesione distrattiva del muscolo otturatore esterno destro durante le attività con la sua nazionale, lasciando il club senza una pedina fondamentale per la fascia sinistra.
Nel settore giovanile, Costantino Favasuli classe 2004, è stato colpito da una lesione di 2° grado al retto femorale, infortunio riportato durante il periodo con l’Italia Under-21. Anche in questo caso, i tempi di recupero sono stimati in diverse settimane.
Queste assenze coincidono con una fase di allenamenti intensi al SSC Napoli Training Center, dove la squadra ha portato a termine una sessione in palestra seguita da esercizi difensivi e conclusioni a rete, dimostrando la volontà di mantenere alta la preparazione nonostante le perdite.
Il fenomeno più ampio degli infortuni in Serie A
Il caso di Vergara si inserisce in una più ampia “epidemia” di infortuni che sta colpendo i club di Serie A. La pausa delle Nazionali, unita a un calendario fitto di partite ogni 3-4 giorni, riduce il tempo di recupero fisiologico a meno di 72-96 ore, valore al di sotto della soglia consigliata dalle autorità sportive internazionali.
Analisi recenti mostrano che questo ritmo porta a un incremento del 20-30% di infortuni muscolari e tendinei. Alcuni esempi della scorsa stagione includono:
- Nicolò Zaniolo – lesione al bicipite femorale
- Pervis Estupiñán – trauma al ginocchio
- Moise Kean – risentimento muscolare post-Nazionale
- Bryan Cristante – infiammazione al ginocchio destro
- Emil Holm – operato ai flessori (stop 4-6 mesi)
- Thijs Dallinga – rottura del legamento crociato anteriore (stop ~6 mesi)
Le proposte per mitigare il problema ruotano intorno a due pilastri: riforma del calendario (introduzione di una pausa minima di 72 ore tra le partite e una finestra invernale più lunga) e gestione più ampia della rosa (utilizzo costante delle cinque sostituzioni, rotazione preventiva dei giocatori e ampliamento del gruppo titolare a 18-20 atleti).
Altri sport hanno già intrapreso percorsi simili: l’NBA ha ridotto i “back-to-back”, il tennis ha prolungato le pause tra i turni dei Master 1000 e il rugby ha fissato un tetto massimo di presenze stagionali. Un’eventuale adozione di norme analoghe in Serie A potrebbe consentire ai club di affrontare una stagione più lunga senza sacrificare la salute dei calciatori.



