12 Ottobre 2026 ☁ 22°

Festival della visione digitale a Napoli: arte, innovazione e mare al Real Albergo dei Poveri

Il festival di Napoli trasforma il Real Albergo dei Poveri in un palcoscenico di arte digitale, dibattiti e sonorità, valorizzando il patrimonio marino della città.

Festival della visione digitale a Napoli: arte, innovazione e mare al Real Albergo dei Poveri

Il 10 e l’11 ottobre 2026 il Real Albergo dei Poveri situato in Piazza Carlo III, diventa il fulcro di Videocittà Napoli 2026 il Festival della Visione e della Cultura Digitale ideato da Francesco Rutelli. Sostenuto dal Comune di Napoli, dalla Regione Campania e dal programma Scabec con i Fondi di Coesione Italia 21-27, l’evento vuole porre il mare al centro dell’identità cittadina, trasformandolo in un laboratorio di sperimentazione tecnologica e di rigenerazione urbana.

Il percorso immersivo al Real Albergo dei Poveri

Gli spazi barocchi del palazzo borbonico vengono convertiti in un itinerario sensoriale ad alta tecnologia. Nella galleria principale è allestita una gigantesca struttura a LED che combina fotografia, intelligenza artificiale, video e processi generativi. Tra le opere più spettacolari spiccano “Golden Window” e “Stop Making Sense” del messicano Juan Carlos Beltrán, affiancati dalle proposte di MAOTIK e Matías Alonso Revelli. Le installazioni audio-reattive “Tidal Echoes” e “Until the Afterflow”, frutto della collaborazione tra Milkorva e RNMW, avvolgono il pubblico in un’esperienza sonora in costante evoluzione.

Installazioni di luce e intelligenza artificiale

Il Refettorio ospita il progetto UNDA ideato da Visioni Parallele Creative Studio, con colonne sonore create da Francesca Heart e NZIRIA. Nella corte interna, le proiezioni di Quayola (“Storms”), Adrian Paci (“The Column”, presentata da Damiana Leoni e Rä di Martino) e l’artista napoletana Ilaria Abbiento (“MAROSI 48Kn 90km/h”) si intrecciano, offrendo una narrazione visiva che richiama le onde e le correnti del Mediterraneo. Curano la selezione anche Maria Angerman (“Even a Dead Star Can Be a Lighthouse”) e Filippo Berta (“Like Dust in the Wind”), tutti inseriti nella programmazione curata da Ibrida Festival.

Dialoghi, musica e partecipazione cittadina

Il sabato 10 ottobre la giornata si chiude con una serie di talk dedicati al rapporto tra cultura e rigenerazione urbana. Tra i temi trattati: “Napoli, ecosistema culturale e rigenerazione urbana”, “Napoli, città d’acqua” in collaborazione con ABC Napoli, e “La città come progetto culturale”. A supporto di queste discussioni, è proiettato il film documentario “Mare Caldo” di Geopop, che indaga il riscaldamento del Mar Mediterraneo. Il dibattito è moderato da Vincenzo Di Vincenzo, direttore de Il Mattino, con la partecipazione di Laura Valente (direttrice artistica di Napoli Millenaria Real Albergo dei Poveri), Eugenio Viola (direttore del Museo Madre), Alessandra Necci (direttrice del Palazzo Reale) ed Emilia Petruccelli e Domitilla Dardi (curatrici di Edit Napoli).

Performance musicali e DJ set

Le serate sono animate dal collettivo Soul Express & Lento Hi-Fi, che curano i DJ set nella corte interna. Sabato la scena è affidata a OBBI, mentre domenica Bassolino propone una performance live con selezione sonora originale. La colonna sonora dell’intero evento è arricchita da una sorpresa di Carolina Rosi: la presentazione del video “’O mare”, poesia recitata da Luca De Filippo e accompagnata dalla chitarra di Pino Daniele, che apre la rassegna sottolineando il legame indissolubile tra arte napoletana e linguaggi contemporanei.

Il festival si propone inoltre come catalizzatore per la più ampia opera di restauro dell’Albergo dei Poveri, un cantiere in rapida evoluzione sostenuto dal sindaco Gaetano Manfredi. Grazie a questi “usi temporanei”, gli abitanti e i turisti possono toccare con mano la trasformazione di un monumento storico, dimostrando che la cultura è il motore per le città del futuro.

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