Durante la notte del 17 ottobre 2026, le forze dell’ordine hanno intensificato le attività di controllo nella zona della movida partenopea. Lo scopo principale era contrastare le forme di illegalità più diffuse, tra cui le irregolarità nel mondo del lavoro e le violazioni delle norme igienico-sanitarie.
Il gruppo di Carabinieri di Napoli, supportato dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità si è diretto verso una nota cornetteria situata in via Amerigo Vespucci, civici 90, 91 e 92, dove ha condotto un’operazione che è durata fino alle prime luci dell’alba.
Irregolarità riscontrate: lavoro nero e violazioni sanitarie
Gli accertamenti del NIL hanno evidenziato una situazione di non conformità rispetto alla normativa sul lavoro. Su 13 dipendenti presenti al momento del controllo, 5 risultavano impiegati in nero configurando una violazione grave dei diritti dei lavoratori.
Dettagli sul lavoro nero
Per la condotta illegale sono state contestate cinque violazioni amministrative, con multe complessive di 19.500 euro. Inoltre, il titolare dell’impresa – un uomo nato nel 1966 – è stato denunciato per inosservanza delle norme di sicurezza sul lavoro. L’autorità ha disposto la sospensione dell’attività imprenditoriale fino a quando non saranno sanate le carenze riscontrate.
Parallelamente, il NAS di Napoli ha riscontrato una serie di inadempienze riguardanti l’igiene e la sicurezza alimentare. Tra i problemi emersi: macchie di umidità nei locali di deposito, contenitori per rifiuti non idonei e una macchina frigorifera priva di rilevatore di temperatura, indispensabile per il controllo dei prodotti deperibili.
Conseguenze legali e sanzioni economiche
Oltre alle cinque violazioni amministrative per il lavoro nero, sono state rilevate tre contravvenzioni penali per un valore di quasi 5.000 euro. Le accuse riguardano l’omessa sorveglianza sanitaria dei dipendenti, la mancanza di formazione obbligatoria e carenze generali negli ambienti di lavoro.
Per le violazioni igienico-sanitarie ancora una volta sono state inflitte sanzioni amministrative, questa volta per 3.000 euro. Sommando tutte le multe e le contravvenzioni, l’importo totale supera i 27.000 euro a cui si aggiunge il provvedimento di sospensione dell’attività.
L’operazione rientra nei servizi di controllo del territorio predisposti dal comando provinciale dei Carabinieri di Napoli, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori, garantire il rispetto delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro e salvaguardare la salute pubblica.



