Da questa mattina una colonna di veicoli si snoda per chilometri lungo la Nazionale Appia, nei pressi della Reggia di Caserta. I motori ruggiscono, le clacson si sovrappongono e, nonostante l’ora, gli automobilisti attendono ancora il loro turno per fare il pieno. La scena richiama le peggiori crisi energetiche del passato, ma oggi è la diretta conseguenza di un blocco degli autotrasportatori che ha paralizzato le raffinerie e le vie di transito di gran parte dell’Italia centrale.
Stazioni di servizio a Caserta in crisi: code e distributori a secco
Il distributore Gaffoil, situato a due passi dalla Reggia, è il primo a mostrare i segni della carenza di rifornimento. Decine di auto, furgoni e veicoli commerciali si sono accodati, pronti ad attendere più di un’ora pur di ottenere pochi litri di carburante. Non è un caso isolato: a Parete, Lusciano e Trentola Ducenta i cartelli “fuori servizio” avvolgono ormai la maggior parte delle pompe, mentre a Mondragone e Castel Volturno si registrano difficoltà analoghe.
Nel capoluogo casertano e a Santa Maria Capua Vetere la situazione, seppur meno critica, vede comunque i distributori Q8, Esso e Gaffoil tassati da lunghe file che si prolungano per blocchi di strada. Gli automobilisti hanno cominciato a fare il pieno nelle ore notturne, sperando di sfruttare l’eventuale ritorno di approvvigionamento, ma il timore che le scorte si esauriscano è ormai diffuso.
Ripercussioni sui servizi pubblici e commerciali
Il carenza di carburante non si limita alle stazioni di servizio. L’Ente Autonomo Volturno ha già annunciato il taglio delle corse su gomma a partire da oggi, incrementando la difficoltà di spostamento per migliaia di pendolari. Parallelamente, i collegamenti marittimi verso le isole sono minacciati da eventuali interruzioni, poiché le imbarcazioni dipendono anch’esse dal diesel per i motori di bordo.
Scorte alimentari sotto pressione
I blocchi alle raffinerie hanno inoltre colpito la filiera alimentare. Nei magazzini di grande distribuzione dell’area industriale di Carinaro, i camionisti hanno interrotto le operazioni di carico, provocando il progressivo svuotamento degli scaffali dei supermercati di Caserta, Napoli e delle province limitrofe. Prodotti freschi come frutta, verdura, carne e pesce sono diventati sempre più rari, spingendo i consumatori a fare scorte di beni a lunga conservazione.
Reazioni istituzionali e prospettive della protesta
Il governo ha tentato di mitigare l’emergenza. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, affiancato dal viceministro Edoardo Rixi, ha incontrato le associazioni di categoria a Milano, annunciando lo sblocco di 480 milioni di euro destinati alle richieste presentate fino ad agosto e la previsione di una nuova finestra di finanziamento a novembre. Rixi ha sottolineato la necessità di rimuovere i blocchi “sine die”, ma ha anche riconosciuto che le istanze sono legittime.
Nonostante gli impegni presi, il coordinamento degli autotrasportatori ha confermato la prosecuzione del fermo almeno fino al 27 ottobre, mantenendo attivi i presidi lungo la A1, la A30 e numerosi snodi autostradali. Le autorità locali, tra cui la Prefettura di Caserta e le forze dell’ordine, hanno intensificato i controlli, ma la pressione sui cittadini casertani continua a crescere, con il rischio concreto che altri settori produttivi – agricoltura, industria e commercio al dettaglio – subiscano ulteriori danni.



