In un clima di crescente tensione, i sindaci di due importanti capoluoghi del Mezzogiorno, Vito Leccese (Bari) e Gaetano Manfredi (Napoli), hanno pubblicato una nota congiunta rivolta al ministro dei Trasporti Matteo Salvini. L’appello, formulato con tono urgente, chiede di anticipare il tavolo di confronto previsto per il 27 ottobre, poiché la situazione estremamente critica legata al blocco dei tir rischia di trasformarsi in una vera e propria paralisi urbana.
I sindaci di Bari e Napoli chiedono un anticipo del dialogo con Salvini
Leccese e Manfredi hanno ribadito gli inviti già lanciati nei giorni scorsi, sottolineando che il blocco della circolazione delle merci sta già compromettendo gli approvvigionamenti alimentari. I prodotti non riescono a raggiungere le piattaforme di distribuzione e gli scaffali dei supermercati rimangono sempre più vuoti. Inoltre, la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano mostrano i primi segni di rallentamento, con il timore che le città possano finire sommerse da immondizia e inattività.
Impatto sui servizi essenziali
Secondo le dichiarazioni dei due amministratori, l’interruzione delle consegne sta già colpendo le famiglie più vulnerabili e le strutture sanitarie, dove la mancanza di forniture può mettere a rischio la continuità delle cure. Gli stessi sindaci hanno riconosciuto gli impegni economici annunciati dal Governo, ma hanno insistito sulla necessità di accelerare concretamente la risoluzione della vertenza chiedendo al governo e al ministro di anticipare il confronto per evitare che le comunità paghino il conto della protesta.
Le forze dell’ordine e il governo avviano l’identificazione dei blocchi
Parallelamente, il Ministero dell’Interno ha lanciato un’operazione di ampia scala per identificare chi sta mantenendo presidi illegali sulle strade, soprattutto nella regione Campania. Sono stati 1.339 soggetti identificati di cui 71 denunciati e 242 sanzionati sul piano amministrativo. Le azioni sono partite nella zona di Caserta, dove i blocchi sulle autostrade sono stati rimossi, ma i presidi continuano a persistere nelle aree industriali e interportuali.
Presenza di forze di sicurezza
Il Viminale ha disposto il dispiegamento di 500 veicoli di polizia in Campania, garantendo il regolare svolgimento delle operazioni di carico e scarico. Il ministro della Pubblica Amministrazione, Adolfo Urso ha dichiarato che le misure sono state accolte favorevolmente dalle associazioni dei trasportatori e che, a partire da quel giorno, verranno erogati i fondi promessi, con l’obiettivo di ridurre i costi di gestione dei tir. Inoltre, il vicepremier Antonio Tajani ha ribadito che le proteste devono essere legittime, ma non devono trasformarsi in danni per produttori e consumatori.
Richieste da parte di imprenditori e categorie industriali
L’Unione Industriale di Napoli, le altre province campane e Confindustria Puglia hanno inviato una nota congiunta al governo, chiedendo risposte immediate. Nella loro comunicazione, hanno evidenziato che la vertenza degli autotrasportatori sta paralizzando la produzione e l’approvvigionamento, mettendo a repentaglio l’intera economia del Mezzogiorno. Il messaggio è chiaro: senza un rapido smobilizzo dei blocchi, i danni per le imprese e i consumatori diventeranno insostenibili, aggravando la crisi sociale già in atto.
Il risultato di questo dialogo sarà cruciale per evitare che le città del Sud italiani si trovino a dover gestire rischi di paralisi totale con ripercussioni economiche, sociali e sanitarie di notevole entità.



