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Ripresa parziale delle forniture in Campania dopo il blocco

Lo sciopero degli autotrasportatori, iniziato alla mezzanotte del 16 ottobre e terminato alla mezzanotte del 20 ottobre, ha causato carenze nei freschi e un blocco dei carburanti a Napoli; alcune catene hanno già ripreso le consegne a macchia di leopardo.

Ripresa parziale delle forniture in Campania dopo il blocco

Lo sciopero nazionale degli autotrasportatori, iniziato alla mezzanotte di venerdì 16 ottobre e proclamato per 120 ore, ha lasciato tracce visibili nella distribuzione alimentare della Campania. Con la fine formale della protesta alla mezzanotte di oggi, martedì 20 ottobre, molte consegne stanno tornando, ma la ripresa è disomogenea e permangono criticità soprattutto per i carburanti.

Blocchi, presidi e stato delle arterie autostradali in Campania

Nel corso della mobilitazione sono stati rimossi i presidi che avevano congestionato alcune tratte autostradali, ma non la totalità dei punti di protesta. Sulle grandi direttrici il flusso è tornato a scorrere: in particolare non risultano più occupate le corsie dove i tir avevano in alcuni casi occupato due corsie su tre sull’A1 Milano-Napoli o procedevano a passo ridotto (i cosiddetti “tir lumaca”). Tuttavia restano presidi ai caselli di Caianello (A1), Pontecagnano (Salerno-Reggio Calabria), Mercato San Severino, Nola, Nocera Inferiore, Palma Campania e nell’area dell’interporto di Maddaloni-Marcianise, con conseguenze sulla viabilità locale.

Interventi nell’area industriale e nelle piattaforme logistiche

Nel Casertano i blocchi nell’area industriale di Teverola-Carinaro, sede di piattaforme della Grande Distribuzione, sono stati rimossi, consentendo la ripresa parziale delle attività di carico e scarico. La riapertura di questi snodi logistici è fondamentale per rifornire i punti vendita tra Caserta e Napoli e per svuotare le navi ferme nei porti della regione.

Scorte, scaffali e catene di supermercati colpite

La protesta ha colpito in modo più evidente i prodotti a breve ciclo: frutta, verdura, carne, pesce e latticini hanno subito riduzioni d’offerta perché richiedono rifornimenti quotidiani dal CAAN di Volla e dalle piattaforme locali. Diverse insegne hanno già iniziato a ricevere merce: catene come Eurospin, Md e Familia segnalano consegne ripartite, mentre altre realtà restano sotto tensione, soprattutto dove la diffusione dei punti vendita è capillare.

Sole365 e segnalazioni sui punti vendita

Tra le catene più impattate figura Sole365, la cui ampia presenza in provincia ha evidenziato vuoti in diversi punti vendita, con segnalazioni riferite a sedi di Giugliano, Maddaloni, via Argine a Napoli, Melito, Ercolano, Frignano e San Giuseppe Vesuviano. Le immagini diffuse dai cittadini hanno messo in luce reparti, come carni e ortofrutta, fortemente ridotti.

Carburanti: il nodo irrisolto alla raffineria di via Argine

La situazione più critica sul fronte energia permane attorno alla raffineria di via Argine, a Napoli, dove il blocco esterno agli impianti impedisce l’uscita di benzina e diesel verso l’intera regione. Nel capoluogo diventa così difficile trovare pompe di benzina aperte, con un impatto diretto sulla mobilità e sulle consegne.

Costi del carburante e richiesta sindacale

Gli autotrasportatori hanno motivato la protesta con l’aumento del costo del gasolio, indicato a circa 2,25 euro al litro, e con le perdite economiche quotidiane che, secondo le rivendicazioni, si attestano tra 700 e 900 euro al giorno per veicolo. Tra le istanze rivolte al Governo figurano il taglio delle accise sul gasolio professionale e interventi sulle tariffe dei traghetti e sugli incentivi fermi per il trasporto intermodale.

La ricomparsa graduale dei prodotti sugli scaffali non cancella però un altro fenomeno emerso durante la protesta: l’acquisto massiccio da parte dei cittadini, scatenato dall’ansia di possibili carenze. Questo comportamento ha accelerato lo svuotamento di alcune scorte, rendendo più lenta la normalizzazione nonostante la ripresa delle consegne in alcune catene.

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