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Tir bloccano il Sud, governo approva aiuti da 105 milioni

Il governo mette a disposizione 105 milioni per il gasolio, ma le proteste dei tir continuano e la commissione Antimafia avvia indagini su possibili infiltrazioni mafiose.

Tir bloccano il Sud, governo approva aiuti da 105 milioni

Il 22 ottobre il Consiglio dei Ministri ha varato un decreto d’emergenza destinato a calmare la crisi del carburante che sta paralizzando il Sud Italia. Il provvedimento prevede un plafond complessivo di 105 milioni di euro per il settore dei trasporti su strada, a cui si aggiungono 60 milioni per gli agricoltori e 10 milioni per i pescatori. L’obiettivo dichiarato è quello di contenere l’aumento del prezzo del gasolio e di garantire la continuità delle forniture per le attività più critiche.

Le proteste dei tir in Campania e nel Mezzogiorno

Nonostante l’intervento governativo, le tir hanno mantenuto i blocchi su arterie strategiche, tra cui via Marina a Napoli e la statale Jonica al confine tra Calabria e Puglia. A Napoli le code di camion hanno anche coinvolto autobus, furgoni urbani e mezzi di igiene pubblica, provocando l’interruzione della raccolta rifiuti e la sospensione del servizio di smaltimento ingombranti. La metro Linea 1 è rimasta ferma tra Dante e Centro Direzionale, mentre i distributori di carburante sono stati rapidamente esauriti, facendo precipitare i prezzi del diesel fino a 2,30 euro al litro sulle autostrade.

Blocchi minori e manifestazioni spontanee

Nel pomeriggio del 22 ottobre, centinaia di cittadini e alcuni camion hanno occupato via Stadera, a Napoli Est, sistemando bidoni della spazzatura al centro della carreggiata. La circolazione è stata interrotta in un senso, ma la protesta si è svolta senza violenze né feriti. Parallelamente, in Basilicata gli ultimi blocchi sono stati sciolti: i supermercati hanno riacquistato scorte di frutta, verdura e carne, segno di un ritorno alla normalità dopo giorni di carenza.

Indagini dell’Antimafia su possibili infiltrazioni

Nel frattempo, la commissione parlamentare Antimafia ha avviato un’indagine specifica per verificare la presenza di legami mafiosi nei presidii agricoli della Calabria (Pizzo, Crotone, Lamezia Terme e Rosarno). La presidente della commissione, la deputata Chiara Colosimo, ha confermato che le prime verifiche hanno prodotto elementi di riscontro meritevoli di approfondimenti, al fine di ricostruire eventuali tentativi di condizionamento delle proteste da parte di gruppi criminali. La procedura prevede l’attivazione delle prerogative di inchiesta proprie dell’organo.

Effetti sulla vita quotidiana: farmacie, ospedali e prezzi

L’interruzione della catena di distribuzione ha già innescato avvisi in altri settori. L’assessore alla Salute di Napoli, Vincenzo Santagada, ha avvertito che le farmacie mantengono scorte sufficienti per oggi, ma potrebbero affrontare carenze future a causa della scarsità di carburante. A Napoli, l’ospedale Vanvitelli ha dovuto rimandare una procedura chirurgica per un melanoma perché gli infermieri non erano riusciti a raggiungere il reparto a causa della mancanza di benzina. Inoltre, i prezzi del carburante continuano a salire: sull’autostrada il diesel ha raggiunto i 2,30 euro al litro, mentre la benzina si aggira intorno ai 2,04 euro.

Reazioni di imprese e sindacati

Le associazioni di categoria hanno accolto con riserva il provvedimento. Confimprenditori lo definisce un pancake temporaneo che non risolve la crisi strutturale, mentre Confederazio ha elogiato la sospensione dei canoni di leasing e la definizione di nuove categorie contrattuali, ma ha chiesto un dialogo permanente con le istituzioni. I sindacati CGIL, CISL e UIL, riuniti in prefettura a Napoli, hanno proposto la creazione di un «tavolo di crisi permanente» per gestire le difficoltà di spostamento dei lavoratori, soprattutto nei settori della sanità, dei rifiuti e dei trasporti pubblici.

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