30 Maggio 2026 ☀ 30°

Morte di Sakil Hossain, la giostra sequestrata e il titolare indagato

Dopo l'incidente avvenuto il 24 maggio a Lioni, Sakil Hossain è deceduto in ospedale ad Avellino: la giostra è stata sequestrata e il proprietario è indagato per lesioni personali colpose

Morte di Sakil Hossain, la giostra sequestrata e il titolare indagato

La comunità di Lioni e l’intera provincia di Avellino sono state scosse dalla notizia della morte di Sakil Hossain, il ventiseienne originario del Bangladesh rimasto gravemente ferito durante operazioni di manutenzione su un’attrazione da luna park. L’incidente era avvenuto la sera del 24 maggio nell’area 7 del comune di Lioni, quando una delle cabine della cosiddetta “altalena a barche giganti” ha colpito il lavoratore durante le prove tecniche, provocando un trauma cranico grave che lo aveva lasciato in coma. Dopo cinque giorni di lotta, il giovane è deceduto in ospedale a Avellino, dove era stato ricoverato in prognosi riservata.

La dinamica dell’incidente e le prime indagini

Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sant’Angelo dei Lombardi, l’episodio si è verificato durante operazioni di verifica e controllo dell’attrazione. Le informazioni raccolte includono dichiarazioni di testimoni oculari e riprese dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area, elementi che hanno permesso di delineare la sequenza dei fatti. Immediatamente dopo l’impatto il personale di soccorso ha trasportato il ferito con elisoccorso al presidio ospedaliero Moscati di Avellino, dove le condizioni risultavano da subito critiche.

Sequestro dell’attrazione e provvedimenti giudiziari

In conseguenza dell’incidente le forze dell’ordine hanno disposto il sequestro della giostra denominata altalena a barche giganti, unitamente ad altri materiali rinvenuti sul posto, tra cui la cassa sul carrello e un autocarro con generatore di corrente. Il provvedimento è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari, dott. Pasquale Cerrone, che ha emesso un sequestro preventivo ritenendo sussistenti elementi utili a configurare reato e il rischio di reiterazione di condotte analoghe qualora l’attrazione fosse rimasta in uso.

Posizione del titolare e ipotesi di reato

Il titolare dell’impianto, un uomo di 52 anni, ha ricevuto in seguito la notifica dell’ informazione di garanzia su richiesta della Procura di Avellino, con il Pm dott.ssa Chiara Guerriero. Al 52enne viene contestato, in via provvisoria, il reato di lesioni personali colpose aggravate in relazione alla normativa sulla sicurezza sul lavoro. L’accusa si basa su più omissioni ipotizzate: la mancanza di verifiche sull’idoneità tecnica dei collaboratori, la carenza di misure preventive adeguate, l’insufficiente vigilanza sul funzionamento della giostra e la possibile assenza o inadeguatezza dei dispositivi di protezione individuale per gli addetti.

Elementi oggetto di approfondimento

Gli inquirenti stanno approfondendo anche la conformità delle vie di accesso e uscita dall’attrazione e la gestione manutentiva dell’impianto. Questi aspetti, se confermati, costituiscono violazioni dirette delle norme antinfortunistiche che regolano il settore dell’intrattenimento itinerante e le attrazioni da luna park. La posizione del titolare sarà valutata nel rispetto della presunzione di innocenza, mentre le indagini proseguono per chiarire responsabilità e modalità dell’incidente.

Ripercussioni sulla comunità e scenario umano

L’evento ha avuto forte impatto emotivo sulla cittadinanza locale: nella serata successiva all’aggravarsi delle condizioni del giovane erano state organizzate una fiaccolata e una veglia di preghiera a Lioni in segno di vicinanza alla famiglia. Sakil, trasferitosi da tempo in Irpinia e stimato nella comunità, lascia la moglie, ancora in Bangladesh e in attesa del loro primo figlio, che avrebbe dovuto raggiungerlo in Italia nelle settimane successive. Questo elemento ha accentuato il sentimento di dolore e solidarietà manifestato da colleghi e residenti.

Prossimi passi dell’inchiesta

La Procura della Repubblica di Avellino coordina le attività investigative, che includono l’analisi dei filmati, l’audizione di testimoni e le verifiche tecniche sull’attrazione e sulle procedure adottate durante le operazioni di manutenzione. Il sequestro preventivo mira a preservare le fonti di prova e a impedire il ripetersi di situazioni di rischio. Nei prossimi giorni gli accertamenti tecnici e giuridici potrebbero portare a integrazioni dell’ipotesi accusatoria o a nuovi sviluppi processuali.

Resta centrale il nodo della sicurezza sul lavoro nei contesti del divertimento itinerante: il caso di Lioni richiama all’attenzione la necessità di controlli rigorosi, formazione adeguata degli addetti e corretta dotazione di dispositivi di protezione individuale. Le autorità locali e le associazioni di categoria sono chiamate a seguire con attenzione l’evoluzione dell’inchiesta per trarre indicazioni utili a prevenire tragedie simili.

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