Un mattino di tensione a Sorrento: i mercatali che tradizionalmente operano il martedì hanno disposto i loro furgoni lungo via San Renato, occupando la carreggiata e creando ripercussioni sul normale flusso veicolare. La protesta è scattata dopo la decisione del Comune di sospendere il mercato previsto per il 2 e 9 giugno 2026, in seguito a problemi organizzativi legati all’area destinata all’evento.
Le origini del conflitto
La causa principale della contesa è l’impossibilità di raggiungere un accordo con i titolari del parcheggio Terminal, spazio che fino alla settimana precedente ospitava l’allestimento del mercato settimanale. In via provvisoria l’ente comunale aveva indicato come alternativa la chiusura e l’occupazione di via San Renato, la strada che collega via degli Aranci alla zona di Cesarano, ma successivamente gli uffici hanno fatto marcia indietro per una serie di criticità rilevate.
Motivi tecnici e amministrativi
Il dietrofront degli uffici comunali è motivato formalmente da esigenze di ordine pubblico e logistica: secondo il provvedimento, l’occupazione definitiva della strada avrebbe ostacolato l’accesso al cimitero cittadino, impedito l’uscita ai residenti di via San Valerio e creato problemi al transito dei mezzi di igiene urbana. Questi elementi hanno portato il dirigente competente a non autorizzare lo svolgimento del mercato nelle giornate indicate.
La reazione dei mercatali
La decisione comunale non è stata accettata dagli operatori, che questa mattina si sono comunque recati nell’area inizialmente assegnata e hanno disposto i loro mezzi sul tracciato stradale, determinando un blocco fisico di via San Renato. Gli ambulanti definiscono la sospensione del mercato una misura «gravissima» e hanno annunciato iniziative legali per chiedere il risarcimento dei danni causati dalla mancata possibilità di esercitare la propria attività.
Comunicati e sindacati
Attraverso un comunicato, associazioni di categoria come ANA-UGL hanno denunciato la mancata tutela delle assegnazioni dei posteggi e la violazione delle procedure previste per la sospensione. I mercatali dichiarano di aver affidato a un legale il compito di verificare la legittimità dell’ordinanza comunale e di valutare eventuali responsabilità dei funzionari che l’hanno firmata.
Effetti sulla città e sulla viabilità
L’occupazione del mercato ha subito ripercussioni immediate sulla circolazione, aggravando il traffico in una giornata già interessata dal flusso vacanziero. Le problematiche segnalate dagli uffici comunali comprendevano anche il rischio di congestione in assi principali come via Fuorimura e via degli Aranci, nonché la criticità derivante dalla contemporanea attivazione di limitazioni di traffico in altre aree urbane.
Servizi essenziali a rischio
Tra le criticità evidenziate vi è l’impossibilità per la società di nettezza urbana di raggiungere le isole ecologiche e di garantire la raccolta e lo spazzamento: il provvedimento comunale ha posto l’accento sul potenziale «rischio igienico-sanitario», soprattutto in previsione dell’aumento dei flussi turistici.
Possibili scenari e prospettive
La situazione rimane in evoluzione: i mercatali sono in stato di agitazione e minacciano azioni legali, mentre l’amministrazione deve individuare una soluzione che contemperi il diritto al lavoro degli operatori e la tutela dei residenti e dei servizi pubblici. Tra le proposte emergenti si fanno strada ipotesi alternative di collocazione del mercato, con suggerimenti rivolti a piazze e aree pubbliche ritenute idonee dagli stessi cittadini.
Mediazione e impasse politica
La vicenda mette sotto pressione anche le responsabilità amministrative e politiche locali: la necessità di trovare una sistemazione stabile per il mercato è un tema che, secondo osservatori e operatori, coinvolgerà anche i nuovi vertici comunali nominati dopo le recenti tornate elettorali. Nel frattempo, la priorità per la città resta il ripristino della regolare circolazione e la tutela dei servizi essenziali.
Resta da vedere se, entro i prossimi giorni, si raggiungerà un accordo che permetta la ripresa dell’attività mercatale senza ulteriori disagî per residenti e turisti, oppure se la controversia si tradurrà in un contenzioso prolungato che coinvolgerà sia le istituzioni sia le associazioni degli ambulanti.