Domenica e lunedì, gli elettori di sei capoluoghi italiani torneranno alle urne per i ballottaggi comunali. Dopo il primo turno, restano da assegnare 41 comuni sopra i 15mila abitanti, con sfide politiche che potrebbero ridefinire gli equilibri amministrativi. Le città coinvolte sono AgrigentoArezzoChietiLeccoMacerata e Trani.
Questi ballottaggi rappresentano un momento cruciale per i candidati, che dovranno dimostrare la capacità di allargare il consenso oltre le tradizionali coalizioni, coinvolgendo elettori civici, centristi e schieramenti più definiti.
Le sfide principali
Ad Agrigento la sfida è tra Michele Sodano (centrosinistra) e Dino Alonge (Fi-Fdi-Udc e autonomisti). Sodano ha mancato la vittoria secca per poco, fermandosi al 39,1%, mentre Alonge ha ottenuto il 34,7%. La differenza potrebbe essere fatta dagli elettori di Luigi Gentile appoggiato da Lega e Dc, che ha ottenuto il 14% delle preferenze. Tuttavia, Gentile ha escluso apparentamenti, e pesano ancora le polemiche di un centrodestra che si è spaccato al primo turno.
Ad Arezzo dopo una consiliatura di centrodestra, la contesa è tra Marcello Comanducci (centrodestra) e Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra). Ceccarelli è indietro di 11,45 punti rispetto allo sfidante, e pesa l’incognita dei voti centristi in uscita. Il civico Marco Donati sostenuto anche da Azione, aveva raccolto oltre il 20% dei voti al primo turno, ma non ha voluto dare indicazioni di voto, rendendo la rimonta dei progressisti più ardua.
A Chieti dopo una consiliatura di centrosinistra, vanno al ballottaggio Giovanni Legnini (centrosinistra) in vantaggio con il 47,2% e Cristiano Sicari (centrodestra) con il 27,47%. Al primo turno il centrodestra è andato diviso, ma al ballottaggio c’è stato l’apparentamento: Sicari ha trovato un accordo con le liste che al primo turno hanno sostenuto Mario Colantonio (16,64%), tra cui quella leghista. Sicari ha stretto un’intesa anche con le liste centriste che hanno supportato Alessandro Carbone (4,76%).
Le altre città chiave
A Lecco il ballottaggio è tra il sindaco di centrosinistra uscente Mauro Gattinoni (42,53%) e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli (48,65%). Il movimento civico dell’aspirante sindaco arrivato terzo con il 5,19% dei voti ha deciso di lasciare libertà di voto, come pure Patto per il Nord (1,74%).
A Macerata il ballottaggio è scattato per un soffio: il sindaco uscente Sandro Parcaroli espressione del centrodestra, è in testa con il 49,96% delle preferenze. Indietro lo sfidante di centrosinistra Gianluca Tittarelli (41,95%). Tittarelli ha lavorato molto sulle intese, puntando in particolare sul voto dei cattolici e raggiungendo un’intesa con Marco Sigona il candidato che al primo turno aveva ottenuto il 3,48% con la lista Officina delle Idee.
A Trani dopo due mandati targati Pd, si sfideranno Marco Galiano (40,69%), sostenuto al primo turno dal Pd ma non dal M5S, e Angelo Guarriello (30,32%) per il centrodestra. Anche in questo caso nessun apparentamento è stato fatto.
Le sfide nel Napoletano
Non solo i capoluoghi: anche in Campania si torna al voto in sei comuni napoletani, tre a Salerno e uno a Caserta. Le urne saranno aperte dalle 7 alle 23 di oggi e sino alle 15 di domani. Le sfide più incerte sono a Pompei e Sorrento.
A Pompei il match è tra Giuseppe Tortora appoggiato da una coalizione di civiche che al primo turno ha ottenuto il 44,8% dei consensi, ed Alfonso Alfano (43,6%). Decisivi saranno i voti del centrista Claudio D’Alessio fermatosi all’11,5%. A Sorrento la sfida è tra Corrado Fattorusso (centrodestra) e Ferdinando Pinto (centrosinistra), con un’enorme astensionismo che ha caratterizzato il primo turno.
A Casalnuovo la candidata del centrodestra Nicoletta Romano (47,2% al primo turno) ha denunciato pressioni sul voto, mentre a Somma Vesuviana la candidata del campo largo Silvia Svanera riparte dal 47% contro Antonio Granato (41,2%). A Frattamaggiore invece, è match nel centrosinistra tra Gino Casabella (43,1%) e Pasquale del Prete (41,4%).



