Nel pomeriggio di oggi, nel quartiere Arco Felice di Pozzuoli, si è verificato un episodio tipico di truffa energetica. Un uomo e una donna hanno bussato alla porta di un appartamento sostenendo di essere intervenuti da Enel per controllare il contatore presente nell’atrio del palazzo. La scena, seppur breve, ha attirato l’attenzione della residenta, che ha reagito prontamente.
Falso dipendente Enel tenta accesso a casa di Arco Felice
Il duo si è presentato con una certa sicurezza: il maschio, di altezza media, aveva circa 33-34 anni, capelli neri e indossava una polo bianca abbinata a pantaloni scuri; la compagna, della stessa età, portava lunghi capelli neri e un abito bianco. Entrambi hanno dichiarato di voler entrare per verificare il contatore elettrico insistendo sul fatto che il loro intervento fosse urgente per motivi tecnici. Per conferire legittimità al loro raggiro, hanno mostrato attraverso lo spioncino un cartellino con fotografia, tentando di ingannare la portiera.
Abbigliamento e identità del duo
Il dettaglio dell’abbigliamento è stato fondamentale per la residente: la combinazione di polo bianca e pantaloni scuri per l’uomo, e l’abito bianco per la donna, ha ricordato gli standard di divisa dei tecnici di servizio, ma la presenza di un semplice cartellino ha smascherato l’inganno. La donna ha poi sottolineato che, pur mostrando il documento, non sono stati forniti altri elementi verificabili, come un numero di pratica o il timbro ufficiale di Enel.
Residente rifiuta e chiama i soccorsi
Di fronte a queste circostanze, la proprietaria ha deciso di non aprire la porta. Ha spiegato con fermezza che, in assenza di conferme ufficiali, non intendeva permettere l’accesso al proprio immobile. Immediatamente dopo, ha contattato il numero di emergenza 113, chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. Nel suo avviso, l’azione è stata necessaria per evitare un possibile furto o una manipolazione non autorizzata del contatore.
Messaggi di avvertimento per i cittadini
La residente ha concluso la sua dichiarazione invitando chiunque incontri situazioni simili a non aprire la porta e a telefonare al 113. Ha inoltre suggerito di segnalare eventuali tentativi di intrusione alla Polizia di Stato ricordando che gli impostori potrebbero comparire nuovamente in altre zone. Il caso apre comunque un dibattito sulla necessità di accrescere la consapevolezza dei cittadini riguardo alle tecniche di frode telefonica e porta a porta messe in atto da gruppi criminali.



