La storia di una famiglia di Pozzuoli ha preso una piega inaspettata grazie a un gesto di solidarietà che arriva dopo mesi di fatica e mobilitazione. Un Fiat Doblò con pedana automatica è stato donato al piccolo Francesco Pio sei anni, per rendere più agevoli gli spostamenti necessari alle cure e ai viaggi verso il Bambin Gesù di Roma. La vettura è stata consegnata tramite una concessionaria di Nola su iniziativa di un donatore anonimo che ha acquistato l’auto a proprie spese.
La notizia ha avuto un forte impatto sulla famiglia: “Credevo di sognare” ha detto la madre Ivana De Cicco al momento della telefonata che la invitava a ritirare la vettura. Per mamma Ivana e per il padre Angelo la nuova auto rappresenta un supporto concreto per raggiungere centri specializzati nella provincia di Napoli e fuori regione, perché le terapie intensive che il bambino deve affrontare richiedono trasferimenti frequenti e attrezzature adeguate.
Dettagli sulla raccolta fondi e sul piano terapeutico
La situazione economica della famiglia ha spinto la madre ad avviare una raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme a partire dal 22 febbraio. A quella cifra si è aggiunto un conto corrente dedicato: in totale sono stati raccolti 36mila euro tramite Gofundme e altri 5mila euro tramite versamenti diretti, per un ammontare complessivo di 41mila euro. Ivana, attualmente disoccupata, e Angelo, che lavora come operaio con uno stipendio di 1300 euro mensili devono affrontare anche un affitto di 400 euro mensili, circostanze che hanno reso necessaria la mobilitazione della comunità.
I genitori hanno deciso che, alla luce della donazione dell’auto, quei fondi saranno utilizzati per finanziare il ciclo di terapie ritenuto dall’équipe medica l’ultima opportunità concreta per migliorare le condizioni del bambino. Si tratta di dieci cicli di trattamenti della durata di 28 giorni ciascuno, svolti presso una struttura specializzata nel casertano con un costo stimato di 4.500 euro per ciclo.
Perché l’auto è cruciale per le cure
Il Fiat Doblò con pedana automatica consentirà a Francesco Pio di salire a bordo direttamente con la sua carrozzina, evitando trasferimenti complessi e rischiosi durante i tanti spostamenti verso i centri di cura. La pedana rappresenta un elemento pratico di grande valore per la famiglia, perché riduce tempi, fatica e stress logistico legati ai viaggi che spesso coinvolgono la provincia di Napoli e il viaggio al Bambin Gesù di Roma per visite specialistiche.
La diagnosi, le speranze e la rete di solidarietà
Il bambino è affetto da una leucomalacia cistica periventricolare bilaterale una forma di paralisi cerebrale infantile che sin dalla nascita gli ha impedito di compiere gesti semplici come camminare, mangiare, parlare o masticare. Di fronte a questa condizione, la famiglia ha continuamente cercato soluzioni terapeutiche; per Ivana e Angelo i trattamenti previsti rappresentano “l’ultima speranza”“Per noi questa è l’ultima speranza” ha detto la madre auspicando miglioramenti anche minimi, come il movimento di una mano o la capacità di tenere la testa dritta.
La mobilitazione pubblica ha coinvolto centinaia di persone: sono state organizzate serate di raccolta fondi e oltre 600 donatori hanno contribuito economicamente e con partecipazione diretta agli eventi di beneficenza. La famiglia ha espresso riconoscenza verso la comunità e verso il benefattore anonimo la cui scelta di comprare e regalare l’auto ha cambiato le prospettive pratiche dei prossimi mesi.
Impatto pratico sugli impegni familiari
Oltre al valore emotivo, il mezzo donato alleggerisce un onere economico e logistico pesante: spostamenti frequenti, terapie intensive a cadenze mensili e trasferimenti a strutture lontane hanno richiesto fino a oggi grandi sacrifici. Ivana ha sottolineato che senza l’aiuto ricevuto la famiglia non sarebbe stata in grado di sostenere da sola i costi delle cure; con i fondi raccolti e l’auto adattata, l’obiettivo è concentrarsi esclusivamente sulle terapie e sugli appuntamenti specialistici.
Resta un nodo aperto la lunga serie di trattamenti previsti: dieci cicli da 28 giorni a 4.500 euro ciascuno rappresentano un impegno economico importante, per questo la famiglia intende impiegare le risorse raccolte in modo mirato. La vicenda di Francesco Pio è diventata così un esempio di come la solidarietà locale e un gesto privato possano tradursi in un aiuto concreto per chi affronta sfide sanitarie complesse.



