Nel vasto panorama del caffè porzionato, Caffitaly si distingue come uno dei principali attori globali, con un legame profondo con la città di Napoli dove il caffè è molto più di una semplice bevanda.
La storia di Caffitaly inizia nel 2004 a Gaggio Montano sull’Appennino bolognese dove viene brevettata una capsula con doppio filtro abbinata a un’estrazione a doppia infusione. Questo sistema innovativo utilizza otto grammi di caffè tostato e macinato in ogni capsula, una grammatura superiore alla media del mercato.
Un sistema unico per un’esperienza di gusto indimenticabile
Il procedimento di estrazione di Caffitaly è ben preciso: prima una piccola quantità di acqua calda bagna la miscela in modo uniforme, poi parte l’erogazione vera e propria. Questo metodo garantisce una tazza densa, con crema compatta e corpo persistente che rispecchia perfettamente il profilo dell’espresso napoletano.
Vent’anni dopo la sua creazione, il sistema Caffitaly continua a prosperare, con ricavi che hanno superato i 150 milioni di euro e una presenza in oltre 70 Paesi. L’azienda ha convinto due torrefazioni napoletane di fama, Kimbo e Caffè Borbone a produrre miscele dedicate al suo formato.
I numeri di un successo globale
Secondo l’annuario Coffitalia la torrefazione italiana ha chiuso il 2026 con un giro d’affari di 5,7 miliardi di euro. All’interno di questo mercato, capsule e cialde hanno raggiunto quasi il 24% del venduto, con un aumento del 13% in un solo anno.
L’osservatorio YouGov Shopper che monitora circa 17.000 famiglie italiane rileva che quasi una famiglia su due acquista capsule con regolarità, con una penetrazione del 49,4% in costante aumento. In questo scenario, Caffitaly muove volumi tutt’altro che marginali, grazie a una rete di distribuzione capillare ma selettiva.
Il legame speciale con Napoli
La base di clienti più fedele di Caffitaly si concentra nel Mezzogiorno e le ragioni sono sia tecniche che culturali. La grammatura piena e la doppia infusione del sistema Caffitaly restituiscono una tazza che rispecchia perfettamente l’espresso napoletano con una tostatura scura e un retrogusto lungo.
Le partnership firmate da Caffitaly negli ultimi anni confermano questa lettura. Nel 2026, Kimbo ha portato nel sistema tre miscele dedicate, mentre nel 2026 è arrivato l’accordo con Caffè Borbone che ha adattato al doppio filtro le sue miscele più famose. In entrambi i casi, l’obiettivo dichiarato è stato quello di far arrivare l’espresso napoletano dentro una tecnologia capace di preservarne le caratteristiche organolettiche.
Oltre alle torrefazioni napoletane, Caffitaly ha collaborato con Caffè CagliariFoodness e Chicco d’Oro allargando il catalogo a profili diversi, dalla scuola emiliana alle bevande solubili, fino alla torrefazione di tradizione svizzera. Il risultato è una gamma che copre gusti molto distanti tra loro, tutti compatibili con la stessa macchina.
Dove acquistare le capsule originali
La selettività distributiva di Caffitaly ha un rovescio pratico: chi possiede una macchina Caffitaly deve sapere dove rifornirsi. Oltre ai punti vendita fisici del circuito, esiste un numero ristretto di rivenditori autorizzati online, tra cui e-commerce verticali sul caffè che trattano capsule Caffitaly originali con le miscele dei marchi partner a catalogo.
Il feedback ricorrente dei consumatori insiste su due punti: la costanza della resa da una tazza all’altra e la crema, che tiene anche sulle miscele decaffeinate. Viene apprezzata anche l’ampiezza dell’offerta oltre il caffè, con orzo e ginseng in cima alle preferenze. Le critiche, quando compaiono, riguardano semmai il costo per tazza, superiore a quello delle cialde in carta filtro.
Prospettive future per il 2026
Lo scenario del porzionato è in pieno rimodellamento. L’impennata dei prezzi del caffè verde ha compresso i margini delle torrefazioni, spingendole a concentrare gli investimenti sui sistemi con una base installata solida. Caffitaly rientra in questa categoria, generando il 71% del fatturato capsule all’estero e continuando ad aprire negozi monomarca.
Nel frattempo, la spesa media annua delle famiglie italiane per il caffè ha toccato quota 81,83 euro il valore più alto mai registrato. Il rito quotidiano del caffè resiste all’inflazione, e il formato monodose continua a guadagnare quote sul macinato tradizionale. Finché una parte del Paese, quella a sud di Roma in particolare, chiederà alla capsula la stessa tazza del bar, per Caffitaly lo spazio di mercato è destinato a restare.



