Nel giro di due giorni, la Polizia Penitenziaria ha sequestrato cinque cellulari all’interno della Casa Circondariale di Salernodimostrando ancora una volta le sfide quotidiane che gli agenti affrontano per garantire la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari.
L’operazione, resa nota dal segretario regionale dell’OSAPP CampaniaVincenzo Palmieri, ha visto il coinvolgimento di numerosi agenti che, con professionalità e senso del doverehanno portato alla luce dispositivi accuratamente occultati.
Il primo sequestro: quattro smartphone nascosti sotto le mattonelle
L’11 giugno, durante una perquisizione ordinaria nella prima sezione detentiva, gli agenti hanno scoperto quattro smartphone nascosti sotto le mattonelle di un letto. I dispositivi, perfettamente funzionanti, erano pronti per essere utilizzati dai detenuti per mantenere contatti non autorizzati con l’esterno.
Questo ritrovamento ha evidenziato ancora una volta l’ingegno con cui i detenuti cercano di eludere i controlli, utilizzando nascondigli sempre più sofisticati. La scoperta è stata possibile grazie all’attenzione e alla meticolosità degli agenti, che non hanno lasciato nulla al caso.
Il secondo sequestro: un cellulare nel bagno della sezione transito
Il giorno successivo, 12 giugno, un altro cellulare è stato sequestrato nel bagno della sezione transito. In questo caso, un detenuto ha tentato di opporsi ai controlli per evitare che il dispositivo venisse scoperto. Nonostante la resistenza, gli agenti sono riusciti a individuare il cellulare, completo di caricabatterie.
Questo episodio ha messo in luce un altro aspetto critico della sicurezza carceraria: la necessità di controlli costanti e sorveglianza attenta in tutte le aree dell’istituto, non solo nelle celle.
Il plauso del sindacato e le sfide future
Vincenzo Palmieri ha espresso il proprio apprezzamento nei confronti del personale della Polizia Penitenziaria, sottolineando l’impegno e la professionalità dimostrati durante le operazioni. “Si tratta di un’attività svolta con grande professionalità e senso del dovere”, ha dichiarato Palmieri.
Il segretario regionale ha anche richiamato l’attenzione sulle difficoltà operative affrontate quotidianamente dagli agenti, spesso costretti a lavorare in condizioni di carenza di organico e in un contesto caratterizzato dal sovraffollamento detenutivo.
Un’altra sfida significativa è rappresentata dall’utilizzo di droni per introdurre cellulari e sostanze stupefacenti all’interno del carcere. L’OSAPP ha annunciato l’intenzione di proporre ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria un riconoscimento per il personale impegnato nelle attività di contrasto e di sollecitare il potenziamento dei controlli esterni, anche attraverso l’istituzione di specifici servizi di ronda nelle zone più esposte.
Questi sequestri confermano come la lotta ai telefoni cellulari dietro le sbarre resti una delle priorità per la sicurezza degli istituti penitenziari, considerato che tali dispositivi possono consentire ai detenuti di mantenere contatti non autorizzati con l’esterno e, nei casi più gravi, di continuare a gestire attività criminali dall’interno delle strutture detentive.


