Il processo per la morte di Diego Armando Maradona ha raggiunto una fase cruciale nel Tribunale orale n. 7 di San Isidro alle porte di Buenos Aires. Dopo settimane di testimonianze, è salito in aula l’ultimo testimone convocato: Pablo Ferrari, perito forense che assiste il neurochirurgo Leopoldo Luque responsabile della cura dell’ex campione nella villetta di Tigre.
La testimonianza di Pablo Ferrari
Ferrari ha avanzato una ricostruzione netta e contraria a quella proposta dall’accusa. Secondo il suo intervento, il fuoriclasse argentino è stato colto da un arresto cardiaco improvviso innescato da una combinazione di infarto, aritmia e edema polmonare acuto, eventi che, a suo avviso, non lasciano spazio a una agonia prolungata. “Non posso sostenere, da un punto di vista medico-scientifico, che abbia patito lunghe ore di agonia. Fu un evento improvviso”, ha dichiarato, sottolineando la rapidità dell’insorgenza dei sintomi.
Il contrappunto dell’accusa
La pubblica accusa aveva invece tracciato una narrativa di sofferenza estesa, suggerendo che Maradona fosse stato abbandonato in una fase di crisi senza le cure necessarie. Le perizie della pubblica accusa dipingevano una morte “al termine di un calvario di ore”, dipingendo una scena di negligenza medica. La difesa, tramite Ferrari, ha contestato vigorosamente tale versione, evidenziando che l’edema polmonare acuto rende impossibile la persistenza di un respiro difficoltoso per lunghi periodi, riducendo così il margine temporale a pochi minuti.
Mancanza del tampone Covid e le reazioni delle parti civili
Un ulteriore punto di dissenso emerso durante l’interrogatorio riguarda l’assenza di un test per il Covid-19. Ferrari ha definito “una lacuna metodologica” il fatto che il corpo non sia stato sottoposto a tampone, soprattutto considerando che la morte è avvenuta nel pieno della pandemia. Questa osservazione ha provocato l’indignazione dei gruppi legali della parte civile, i quali hanno presentato proteste formali in aula, sostenendo che la mancanza del test compromette la completezza dell’indagine medico-legale.
Calendario delle arringhe finali e prossimo passo giudiziario
Con la chiusura della fase istruttoria, il tribunale ha fissato per il 29 settembre l’inizio delle arringhe conclusionali. La sessione sarà particolarmente complessa: sono attivi cinque gruppi di avvocati della parte civile mentre la difesa è rappresentata da sette collegi difensivi. Il dibattito potrà protrarsi per diverse settimane, durante le quali le parti presenteranno le loro argomentazioni definitive. Prima della decisione dei giudici, gli imputati avranno l’opportunità di rilasciare dichiarazioni spontanee, chiudendo così il capitolo processuale.



