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Dublinanti in Italia: la svolta del Patto Ue su migrazione e asilo

Sei Paesi europei hanno annunciato il rimpatrio dei richiedenti asilo in Italia, applicando il nuovo Patto Ue su migrazione e asilo. Scopri i dettagli e le reazioni politiche.

Dublinanti in Italia: la svolta del Patto Ue su migrazione e asilo

L’Italia si trova al centro di una nuova dinamica europea riguardante la gestione dei richiedenti asilo. Dopo l’entrata in vigore del nuovo Patto Ue su migrazione e asilo lo scorso 12 giugno sei Paesi hanno annunciato l’avvio dei trasferimenti verso Roma dei cosiddetti dublinanti ovvero i richiedenti asilo che, dopo essere stati identificati in Italia, si sono spostati altrove in Europa.

La decisione è stata presa da GermaniaSvizzeraAustriaFinlandiaSvezia e, da ultimi, Paesi Bassi. Questo effetto domino ha sollevato numerose domande e reazioni politiche, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha cercato di chiarire la situazione sui social.

Le tempistiche e le critiche alla gestione italiana

La premier ha sottolineato che Schengen e il Patto su Migrazione e Asilo sono due cose completamente diverse e non c’entrano nulla tra loro. Secondo Meloni, è proprio il nuovo Patto, con il rafforzamento del principio di Paese Terzo sicuro voluto dall’Italia, a rendere più semplice effettuare rimpatri accelerati e a segnare una svolta positiva per l’Italia nella gestione dei migranti.

Tuttavia, le tempistiche lasciano alcuni dubbi. Il primo annuncio, quello della Germania, è arrivato il 9 agosto nove giorni dopo la decisione italiana di sospendere Schengen con la Spagna in seguito ai fatti di Ceuta. Nel giro di undici giorni, altri cinque Paesi si sono allineati a Berlino, in una sequenza di annunci che coincide con la fase più tesa dello scontro tra Roma e Madrid.

La posizione della Spagna e della Francia

Un dettaglio significativo è che né la Spagna né la Francia hanno per ora aderito al gruppo dei Paesi che rimandano indietro i dublinanti. La Spagna, in particolare, ha scelto di affrontare la questione dei richiedenti asilo attraverso i meccanismi di solidarietà previsti dal Patto europeo, piuttosto che ricorrere a espulsioni o restrizioni bilaterali. Una scelta che suona come un vero e proprio schiaffo morale nei confronti di Roma.

La Francia, invece, ha preferito preservare l’attuale fase di collaborazione con il governo italiano, in particolare sul fronte della riduzione dei flussi migratori in partenza da Tunisia e Libia.

Le reazioni politiche e le rivendicazioni del governo

Dopo giorni di silenzio, Giorgia Meloni ha preso la parola sui social per rispondere agli attacchi dell’opposizione. La presidente del Consiglio ha criticato le dichiarazioni di Giuseppe Conte ed Elly Schlein sostenendo che il ritorno dei dublinanti in Italia è la diretta conseguenza del nuovo Patto sulla migrazione e asilo, e non una ritorsione alla mancanza di solidarietà europea dimostrata da Roma nei confronti di Madrid.

Meloni ha anche rivendicato i successi ottenuti in tema d’immigrazione, affermando che questo governo ha contrastato l’applicazione di regole insensatamente penalizzanti per l’Italia. Dal 2026 a oggi, l’Italia ha respinto circa 80mila richieste di presa in carico provenienti da altri Stati membri. La premier ha inoltre criticato l’opposizione, sostenendo che un governo di sinistra avrebbe probabilmente accolto quelle richieste, aggravando ulteriormente la pressione sul sistema di accoglienza italiano.

La priorità per l’Italia, secondo Meloni, resta il contrasto all’immigrazione illegale di massa. Il governo continuerà a lavorare per ridurre drasticamente gli arrivi irregolari attraverso il rafforzamento delle frontiere esterne europee, la cooperazione con i paesi di origine e transito, il contrasto ai trafficanti e una politica dei rimpatri più efficace.

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