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Finanze e infortuni ostacolano il Napoli di Allegri a gennaio

Il Napoli è bloccato tra problemi di bilancio e una piaga di infortuni che minaccia le ambizioni di gennaio.

Finanze e infortuni ostacolano il Napoli di Allegri a gennaio

Il club partenopeo si trova a un bivio cruciale: da un lato la gestione finanziaria ereditata da Antonio Conte ha lasciato la cassa con riserve limitate, dall’altro una serie di infortuni muscolari sta prosciugando le risorse tecniche di Max Allegri. Il quadro complessivo rende incerto il mercato di gennaio e mette sotto pressione la corsa verso gli obiettivi stagionali.

Bilancio serrato e le ripercussioni sul mercato di gennaio

Nonostante il Napoli continui a registrare un cassa positiva la pressione esercitata da Conte sulla parte economica del club ha portato a una compressione dei margini. La strategia di riduzione dei costi, già applicata nella precedente avventura con l’Inter, ha spinto a ridurre al minimo gli ingaggi di giocatori in esubero. Alcuni contratti pesanti non sono stati più rinegoziati, ma molti calciatori rimangono ancora nella rosa, creando il rischio di minusvalenze significative se dovessero essere ceduti a prezzo inferiore al valore contabile.

Il prossimo bilancio, che verrà approvato al 30 giugno 2026, fornirà dati certi sulla sostenibilità delle future operazioni. Fino ad allora, il club deve attendere le stime, ma la realtà è chiara: la possibilità di investire in nuovi volti a gennaio è limitata e ogni operazione dovrà essere valutata con rigore assoluto.

La piaga di infortuni che colpisce l’acqua di Allegri

Le ultime settimane hanno visto uscire dal campo una lunga lista di giocatori colpiti da problemi muscolari. Tra gli assenti più evidenti troviamo Antonio Vergara (lesione al soleo destro), Mathias Olivera (muscolo otturatore esterno destro) e Costantino Favasuli (retto femorale della coscia destra). Ognuno di loro resterà fuori per un periodo stimato tra uno e due mesi, con un impatto diretto su più partite della stagione.

Il calendario di ottobre-novembre non concede sosta: il Napoli dovrà affrontare sei impegni di Serie A (Frosinone, Roma, Lazio, Venezia, Monza e Juventus) e tre di Champions League (Villarreal, Porto e Bodo Glimt). La sosta per le nazionali intesa come pausa, si è trasformata in una tassa per la squadra, perché i giocatori convocati hanno dovuto assentarsi da ulteriori partite di club, aggravando la carenza di disponibilità.

Nel reparto difensivo, oltre a Olivera e Favasuli, sono indisponibili Luca Marianucci e Leonardo Spinazzola. A centrocampo, André-Frank Anguissa ha già superato due assenze, mentre Alisson Santos è al suo secondo infortunio consecutivo. L’attacco ha perso Alex Meret per due gare e Giovane per quattro. In totale, a metà ottobre il Napoli conta 11 infortuni, sette dei quali di natura muscolare.

Le osservazioni dell’ex medico sociale e le possibili vie d’uscita

L’ex medico sociale del club, Maurizio Marassi, ha illustrato la sua visione sulla gestione dei problemi fisici. Secondo lui, la situazione avrebbe potuto essere mitigata con un organico di staff più esperto e con una struttura di recupero più radicata localmente. Marassi ha citato come esempio un atleta di basket di Napoli, guarito da una lesione di secondo grado in soli 40 giorni grazie a protocolli di riabilitazione mirati, a dimostrazione che tempi di recupero più brevi sono realizzabili con le giuste risorse.

Un caso emblematico nel Napoli è quello di André-Frank Anguissa costretto a fermarsi per quattro mesi l’anno scorso per un infortunio analogo. Marassi ha sottolineato che una scienza sportiva avanzata e un monitoraggio costante avrebbero potuto abbreviare drasticamente quel periodo, consentendo al centrocampista di contribuire nuovamente in tempi più rapidi.

Se il club riuscirà a equilibrare questi aspetti, potrà affrontare le sfide di gennaio con una rosa più competitiva e meno penalizzata.

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