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Incidente sul lavoro a Caivano: la vicenda di Salvatore Calignano

Salvatore Calignano, operaio edile di 61 anni, è morto a Caivano. La Procura indaga su lavoro nero e possibili violazioni di sicurezza.

Incidente sul lavoro a Caivano: la vicenda di Salvatore Calignano

Il 3 ottobre 2026 Salvatore Calignano, operaio edile di 61 anni originario di Orta di Atella, è stato trovato incosciente in una zona isolata di Caivano, nella via Fossa del Lupo. I soccorsi del 118 lo hanno trasportato prima a Giugliano, poi all’Ospedale del Mare di Napoli, dove, nonostante gli sforzi dei medici, è deceduto il giorno successivo.

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Le prime ricostruzioni suggeriscono un incidente sul lavoro ma le circostanze emerse finora hanno sollevato interrogativi su possibili irregolarità contrattuali e sulla sicurezza del cantiere. La moglie di Calignano, Carmela, 56 anni, ha denunciato pubblicamente la tragedia, chiedendo giustizia per il marito.

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Il ritrovamento e le dichiarazioni della famiglia

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Secondo quanto riferito a suo avvocato Francesco Petruzzi, Carmela racconta di aver ricevuto una telefonata alle 13.00 di venerdì, quando Salvatore le ha comunicato che stava svolgendo lavori di manutenzione sul tetto di un capannone a Caivano. Lavorava in nero secondo la moglie, occupandosi della posa di una guaina isolante.

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Le ultime parole dell’operaio

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Prima di perdere conoscenza, l’operaio avrebbe riferito ai sanitari del 118 di essere caduto da una scala. La sua automobile è stata rinvenuta nei pressi del capannone, confermando le informazioni fornite da Carmela.

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Indagini della Procura di Napoli Nord e dei Carabinieri

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Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord e affidate ai Carabinieri di Giugliano in Campania, hanno evidenziato che Calignano era stato assunto regolarmente il 1° ottobre, solo un giorno prima dell’incidente. La moglie non era a conoscenza di tale assunzione e riferisce che il marito percepiva ancora l’indennità di disoccupazione per settembre.

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La Procura ha disposto l’autopsia per chiarire le cause esatte della morte e ha sequestrato il cellulare del 61enne, nel tentativo di identificare chi abbia richiesto l’intervento del 118. Lavoro nero e la mancanza di garanzie di sicurezza sono al centro delle ipotesi investigative.

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Reazioni dei sindacati e richieste di responsabilità

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Il segretario generale della CGIL Napoli e Campania, Nicola Ricci, ha dichiarato che la federazione si costituirà parte civile non appena avrà luogo il processo, denunciando “aggravanti penali inaccettabili” quali lavoro nero, evasione delle leggi e totale assenza di misure di sicurezza.

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Parallelamente, la Cisl, rappresentata da Melicia Comberiati, ha definito l’accaduto una “mattanza che non si arresta”, chiedendo un potenziamento immediato dei controlli e un monitoraggio capillare dei cantieri per evitare ulteriori tragedie. “Le morti e gli infortuni sul lavoro rappresentano una piaga sociale ed economica intollerabile”, ha concluso.

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