3 Ottobre 2026 ☀ 27°

Indagine dei Carabinieri su collegamento elettrico illegale a Capua

Scoperto un collegamento elettrico illegale in una caffetteria di Capua, denunciato al giudice.

Indagine dei Carabinieri su collegamento elettrico illegale a Capua

Durante un’operazione di polizia giudiziaria nella città di Capua, i Carabinieri della Stazione di Capua hanno individuato una violazione grave del codice elettrico. L’intervento, condotto con il supporto dei tecnici di Enel Distribuzione ha rivelato che il titolare di una caffetteria del centro storico, un uomo di 66 anni originario del posto, aveva realizzato un collegamento diretto alla rete pubblica senza passare per il contatore.

Come è stato effettuato l’allaccio abusivo

Le indagini sul posto hanno mostrato che l’imprenditore aveva posato un cavo sotterraneo che collegava l’impianto interno del locale alla rete di distribuzione nazionale. Questo intervento consentiva di prelevare energia elettrica bypassando il dispositivo di misura, facendo scomparire i consumi dal registro di fatturazione. L’uso di un cavo non registrato ha permesso di pagare quasi nulla o nulla per l’elettricità fornita al negozio.

Meccanismo tecnico del bypass

Il collegamento era stato realizzato in modo da sottrarre l’alimentazione prima che arrivasse al contatore, un collegamento clandestino tipico di pratiche illecite nel settore energetico. Gli specialisti di Enel hanno confermato che il tratto di cavo presentava segnali di saldature rudimentali e una protezione minima, elementi che avrebbero potuto causare pericoli di natura elettrica oltre al danno economico.

Procedimenti giudiziari e valutazione del danno

Una volta accertata la presenza dell’allaccio, il 66enne è stato formalmente denunciato. La denuncia è stata redatta in stato di libertà, ma il soggetto dovrà presentarsi regolarmente davanti all’Autorità Giudiziaria per rispondere delle accuse. Al momento, il danno economico subito da Enel Distribuzione è ancora in fase di quantificazione; gli esperti stanno analizzando i consumi “presuntivamente sottratti” per definire l’importo dovuto.

Il caso rientra nei compiti di controllo dell’Arma, finalizzati a tutelare il patrimonio pubblico e a garantire la regolarità delle forniture di energia. L’intervento è stato catalogato come parte di un più ampio programma di contrasto agli allacciamenti abusivi con l’obiettivo di prevenire ulteriori frodi simili in tutta la provincia.

In attesa di una sentenza definitiva, la posizione dell’indagato rimarrà sotto la supervisione dell’Autorità Giudiziaria. Il procedimento è ancora nella fase di indagine, e solo una decisione di corte potrà stabilire le responsabilità penali e il risarcimento economico da versare a Enel.

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