Il lungomare di Napoli diventa il palcoscenico di due scenari contrastanti: da un lato le pre-regate dell’America’s Cup 2027 dall’altro una mobilitazione di cittadini, associazioni e comitati di Bagnoli. Il periodo compreso tra il 25 e il 27 settembre è segnato da manifestazioni che denunciano i lavori di consolidamento della colmata e l’impatto su fondali, fauna marina e sulla popolazione sfollata di Pozzuoli e Bagnoli.
Le autorità comunali hanno attivato un piano di sicurezza senza precedenti. Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha illustrato il programma operativo durante il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza del 18 settembre 2026, prevedendo l’impiego di mille unità delle forze dell’ordine – tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e Capitaneria di Porto – per garantire il regolare svolgimento delle gare preliminari.
Le proteste di Bagnoli contro i lavori sulla colmata
La Rete No America’s Cup ha indetto un corteo per sabato alle ore 10, invitando la popolazione flegrea a chiedere l’immediato stop ai cantieri. Gli attivisti sottolineano che la zona è già segnata da un secolo di attività industriale e accusano la competizione di essere un pretesto per una cementificazione rapida che mette a rischio il mare del Golfo di Napoli ormai carico di idrocarburi e altri inquinanti.
Tra i motivi di protesta spicca la cosiddetta “crisi bradisismica”: il costante transito di camion sta deteriorando il manto stradale, minacciando le vie di fuga in caso di emergenza. Inoltre, gli sfollati di Pozzuoli e Bagnoli, ancora in cerca di una sistemazione dignitosa, denunciano la disparità tra l’investimento di centinaia di milioni di euro per l’evento sportivo e la mancanza di risorse per la bonifica del territorio.
Le dichiarazioni degli attivisti
Le parole dei manifestanti echeggiano con forza: “il disastro ambientale in atto, la compromissione del mare pieno di idrocarburi e altri inquinanti, lo stupro di un territorio già devastato da cent’anni di industria”. Essi denunciano che la Coppa America non ha nulla a che fare con la bonifica di Bagnoli, ma è stata usata come scusa per accelerare lavori che potrebbero generare tumori e malattie nei prossimi anni.
Sicurezza e organizzazione delle pre-regate
Il piano di sicurezza prevede accessi contingentati alle piattaforme di osservazione: ogni varco sarà dotato di metal detector e i controlli saranno individuali. Quando un’area raggiungerà la capacità massima, gli ingressi saranno bloccati per evitare sovraffollamento. L’obiettivo è valutare l’afflusso di pubblico durante questi quattro giorni e adeguare le misure per l’evento principale del 2027.
Le autorità hanno inoltre predisposto un piano sanitario e di trasporto, con la chiusura di alcuni varchi stradali per consentire il transito di veicoli di emergenza. Sul lungomare Caracciolo, il sindaco Gaetano Manfredi e il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico hanno presenziato su una pedana, osservando le prove in mare, mentre le forze dell’ordine pattugliano costantemente le zone limitrofe.
Controlli marittimi e terrestri
La Capitaneria di Porto ha assunto il compito di monitorare l’area via mare, garantendo che nessuna imbarcazione non autorizzata si avvicini alle zone di gara. Parallelamente, la polizia e i carabinieri hanno stabilito posti di blocco in prossimità dei principali ingressi di Bagnoli, facendo rispettare i vincoli di accesso e impedendo il traffico di mezzi pesanti che alimenterebbe la crisi bradisismica.



