Morena Chiara, cantante e attrice napoletana di origini brasiliane, è un esempio di come la strada possa diventare un palcoscenico. Il suo percorso artistico, iniziato tra le piazze del centro storico di Napoli, l’ha portata fino ai riflettori della televisione, passando per la serie tv Noi del Rione Sanità e il programma Rai Dalla strada al palco.
La sua musica è un mix di radici napoletane e brasiliane, con una scrittura profondamente personale che spazia dalla bossa nova alla musica elettronica. Dopo l’EP autoprodotto Aria Morena Chiara continua a costruire un linguaggio unico che riflette la sua identità multiculturale.
Dalla piazza alla televisione: un percorso di crescita
Il 13 agosto, Morena Chiara sarà protagonista di un live da solista a Pompei, al locale Ventovia. Questo concerto rappresenta un momento di grande introspezione per l’artista, che porterà sul palco un progetto più intimo e personale. “È stato un anno molto particolare, fatto di grandi rivalutazioni, cambiamenti e trasformazioni”, ha dichiarato Morena Chiara parlando del suo live. “Quello che porterò a Pompei sarà una serata molto intima, un progetto che darà voce a una parte più profonda di me, accompagnata anche da una componente elettronica che rende tutto più immediato e accessibile.”
Il suo nome, Morena Chiara, riflette la dualità che caratterizza la sua arte e la sua personalità. “Il mio nome nasce proprio da questa dualità e io gioco molto su questo aspetto: l’appartenenza e la solitudine, la forza e la fragilità, dimensioni apparentemente lontane che però convivono dentro di me”, ha spiegato l’artista.
La strada come luogo di formazione e incontro
Per Morena Chiara, la strada non è un ripiego, ma un luogo di formazione, incontro e ricerca. “La strada non è un ripiego: è il luogo dove ho imparato il valore della musica”, ha affermato. Il rapporto con la strada resta il cuore del suo percorso, un luogo dove incontra entusiasmo ma anche diffidenza, soprattutto nei confronti di chi considera l’arte di strada qualcosa di meno rispetto ai palchi tradizionali.
“Quando avverto diffidenza in chi mi passa accanto, rispondo semplicemente con dignità nei confronti del mio lavoro, con un sorriso e con la certezza che ciò che sto portando in quella piazza è importante e necessario, soprattutto in un’epoca come la nostra”, ha dichiarato Morena Chiara. La musica, per lei, nasce proprio dalle strade, dagli incontri, dagli scambi. “Diventa per me una vera e propria missione nel momento in cui, guardando la gente passare, mi rendo conto di quanto sia forte la problematica della ‘disconnessione’ emotiva, dettata dalla frenesia quotidiana.”
Il valore della musica di strada
Morena Chiara vede nella musica di strada una missione per riavvicinare le persone. “Io per strada attraverso la mia musica lavoro anche per offrire momenti di pausa, sprazzi di pura umanità. E penso che questo valga davvero la pena, a prescindere dal mio lavoro di cantante”, ha affermato. La partecipazione al programma Rai Dalla strada al palco ha portato Morena Chiara davanti a un pubblico più ampio, mostrando una dimensione spesso poco raccontata: quella degli artisti che ogni giorno costruiscono un rapporto diretto con chi passa per strada.
“Durante l’intervista in trasmissione ho parlato di molte cose, ma la televisione ha dinamiche sue e un montaggio che seleziona solo ciò che serve alla narrazione del programma. Sapendo come funzionano questi contesti, per me l’importante in quel momento era concentrarmi sul far passare il valore e la bellezza del fare arte di strada”, ha rivelato Morena Chiara. “Portare la mia musica in TV è servito a sensibilizzare tantissimo le persone: dopo il programma molta gente ha iniziato a fermarmi in strada, felice e più consapevole del valore del mio lavoro.”
Il ritorno alla piazza: la strada mi ha formato
Dopo l’esperienza televisiva e quella sul set di Noi del Rione Sanità Morena Chiara è tornata a esibirsi nei luoghi dove tutto è iniziato. Una scelta che per lei non rappresenta un passo indietro. “Lo sguardo di diffidenza, o il rischio di una sanzione, ai miei occhi sono solo una forma di ignoranza. Più che rabbia, mi fanno provare dispiacere: un dispiacere consapevole, che anziché fermarmi mi spinge a tirare dritta per la mia strada”, ha dichiarato.
“Mi dispiace per chi mi guarda con sospetto, perché significa che è incapace di cogliere la bellezza, imbrigliato tra filtri, pregiudizi e muri mentali. Allo stesso modo, mi dispiace per chi crede sia giusto farmi un verbale: ai miei occhi è solo una persona priva di autonomia di pensiero, a cui basta una legge scritta male per agire meccanicamente, senza contestualizzare, senza un minimo di ragionamento critico o empatico”, ha aggiunto Morena Chiara.
Per lei, la piazza è fatta soprattutto di persone felici di trovarla lì. “Non è un’illusione, sento che la gente ha bisogno di questo, anzi, ne sono assolutamente convinta”, ha affermato. Il successo televisivo non ha cambiato il rapporto con chi la conosceva già nelle piazze: “Ricordo che una volta mi sono passati davanti due tecnici della serie Noi del Rione Sanità. Ho notato in loro un’evidente difficoltà, quasi vergogna nel salutarmi. Un imbarazzo che ho rotto direttamente io alzandomi, sorridendo e andando incontro a loro per fare due chiacchiere, esattamente come se niente fosse”, ha raccontato.
“Per me è di fondamentale importanza normalizzare questi momenti: serve a far capire che la strada non è un ripiego, e a costruire, giorno dopo giorno, un reale rispetto per il nostro lavoro e per la nostra dignità di artisti”, ha concluso Morena Chiara.



