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Perizia errata e trasferimento: il caso Caprile tra Bari e Napoli

La Procura di Bari mette in dubbio la perizia che ha fissato Caprile a 2,2 milioni, puntando su un errore d’età e su una valutazione ritenuta troppo bassa.

Perizia errata e trasferimento: il caso Caprile tra Bari e Napoli

Il trasferimento di Elia Caprile dal Bari al Napoli, chiuso con una cifra di 2,2 milioni di euro, è finito al centro di un’indagine della Procura di Bari. L’autorità giudiziaria sostiene che la perizia usata per determinare il valore del portiere sia stata incompleta e contenga errori decisivi, soprattutto riguardo all’età del calciatore.

La perizia contestata dal pubblico ministero

Il documento in questione è stato firmato il 17 luglio 2023 da Claudio Garzelli, dirigente sportivo con precedenti al Bari. La sua valutazione collocava il portiere in una fascia di 1,5-2,5 milioni di euro. La Procura ha però denunciato una carenza di motivazioni specifiche e una discrepanza rispetto ai dati di mercato reali. In particolare, i consulenti dell’accusa evidenziano che la perizia si basa solo su due operazioni di trasferimento ritenute comparabili, ignorando altri parametri come il valore indicato da Transfermarkt, fissato intorno ai 4 milioni di euro.

Scelte di comparazione poco adeguate

Le due transazioni citate sono il passaggio di Guglielmo Vicario al Cagliari per 2 milioni di euro (2021) e quello di Franco Israel al Juventus per una cifra simile. Secondo gli esperti, questi casi non rispecchiano il profilo di un giovane portiere di recente esperienza in Serie B, né la dinamica di mercato attuale per i guardiani di porta emergenti.

Un errore di data di nascita che fa la differenza

Il punto più critico della perizia riguarda l’età di Caprile. Nel documento il portiere è indicato nato il 10 gennaio 1997, anziché il 25 agosto 2001, sovrastimando di quattro anni la sua età al momento della valutazione. Un giocatore di 26 anni con solo due stagioni di prima squadra ha un valore di mercato notevolmente inferiore rispetto a un giovane di 21 anni appena affermatosi. Questo errore, pur sembrando di poco conto, incide sulla stima finale, perché l’età è uno dei parametri chiave per le valutazioni sportive e finanziarie.

La catena di cessioni e le plusvalenze successive

Dopo l’accordo con Napoli, Caprile è stato subito ceduto in prestito all’Empoli per 500 mila euro. Due anni più tardi, nel 2025, il Napoli lo ha trasferito al Cagliari per circa 8 milioni di euro, realizzando una plusvalenza di quasi 7 milioni. La Procura sostiene che questo balzo di valore dimostri la sottovalutazione originaria della perizia, rendendo la cessione del 2023 “non congruamente remunerativa”.

Le difese del Bari e le argomentazioni economiche

Il club pugliese contesta apertamente le conclusioni della Procura. Secondo i suoi consulenti, la vendita a Napoli ha comunque prodotto una plusvalenza di 1,72 milioni di euro, pari a quasi 55 volte il valore di acquisto del portiere. Inoltre, la difesa afferma che il successivo trasferimento al Cagliari non può essere usato come parametro diretto per giudicare la congruità dell’operazione del 2023, poiché Caprile ha accumulato esperienza in Serie A, migliorato le proprie performance e ottenuto una convocazione in nazionale, elementi che ne hanno aumentato il valore reale.

Altri errori individuati nella perizia

I consulenti della Procura hanno anche segnalato imprecisioni nei dati statistici relativi ai gol subiti da Caprile durante le stagioni al Bari. Queste “notevoli imprecisioni nella raccolta di dati oggettivi” avrebbero influito negativamente sulla valutazione complessiva, penalizzando ulteriormente il club. Infine, la scelta di altri portieri di riferimento, come Illan Meslier (6,5 milioni) o Alex Meret (22,5 milioni), è stata giudicata più rappresentativa della fascia di mercato di un giovane portiere di alto livello.

Situazione attuale e prospettive

Il Bari è al centro di una procedura di liquidazione giudiziale, con la Procura che insiste per un fallimento con esercizio provvisorio. Il caso Caprile si inserisce in questo contesto più ampio, alimentando il dibattito su come i club gestiscano le proprie attività di mercato e sulla trasparenza delle perizie. Nel frattempo, il Napoli e la famiglia De Laurentiis, proprietari del club partenopeo, hanno risposto con una nota di rispetto verso il Bari, definendolo “società rispettosa dei propri impegni”. Il destino di Caprile, ora difensore del Cagliari, continua a evolversi, ma la sua vicenda rimane un esempio emblematico delle complesse dinamiche finanziarie del calcio italiano.

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