Il 42° Rally della Marca ha visto il trionfo di Marco Signor e Daniele Michi che hanno conquistato la vittoria con una Toyota GR Yaris Rally2. La gara, terza prova del Campionato Italiano Rally Challenger si è svolta tra prove storiche e grandi cambiamenti, mantenendo la tradizione di ambasciatore del territorio.
Una gara dura e tecnica
La competizione, organizzata da Giandomenico Basso e Scorzè Corse asd ha presentato un programma particolarmente impegnativo con sette prove speciali. Tra queste, due passaggi sulla lunga e selettiva Monte Cesen quasi 28 chilometri di pura adrenalina, affiancati dall’inedita versione del Montello e dalla sempre spettacolare Monte Tomba. Le temperature elevate hanno reso la gara ancora più impegnativa, rappresentando un avversario in più per tutti gli equipaggi.
Il dominio di Signor
Marco Signor, pilota di Caerano San Marco ha conquistato il suo terzo successo nella competizione dopo quelli ottenuti nel 2016 e nel 2026. Inizialmente, era stato il bresciano Stefano Albertini in coppia con Danilo Fappani su una Skoda Fabia RS a prendere in mano la situazione con un deciso attacco nella prova inaugurale del Monte Cesen. Tuttavia, dalla terza prova del Montello, Signor ha progressivamente allungato, dando a vedere di riuscire a tenere ferma in mano la situazione per andare poi a trionfare sulle strade amiche.
Un finale movimentato
Il finale di gara è stato assai movimentato, con la pioggia che ha condizionato parte dell’ultima prova speciale del Monte Tomba. Con Signor che andava a vincere con un buon controllo finale, la seconda piazza è stata incamerata da Corrado Pinzano e Mauro Turati (Skoda). È stato un vero e proprio colpo di reni, quello del biellese, che per tre quarti di gara aveva visto sfumare la possibilità di firmare uno storico tris di successi, soprattutto a causa della stanchezza accumulata dopo una notte praticamente insonne alla vigilia della gara.
Nonostante ciò, il piemontese ha saputo mantenere lucidità e un ritmo di alto livello, reagendo nel finale con carattere, anche azzeccando la gommatura giusta firmando il miglior scratch nella prova finale, scalzando dal secondo posto addirittura Albertini, andato in crisi di gomme.
Altri protagonisti
In evidenza anche Giovanni Trentin affiancato da Ometto sulla Skoda Fabia. Il diciannovenne di Montebelluna portacolori di ACI Team Italia era deciso a riscattare la delusione patita davanti al pubblico di casa nella passata stagione e ha centrato l’obiettivo con una prestazione di grande spessore. Pur con una limitata esperienza sull’asfalto, Trentin è riuscito a restare costantemente a contatto con i protagonisti della gara, chiudendo poi quarto accumulando un patrimonio di esperienza prezioso per il prosieguo della sua crescita sportiva.
Top five chiusa dal sempre convincente Rudy Andriolo anche lui driver di casa, che sulle strade amiche riesce sempre a trovare la sua giusta dimensione. In coppia con Menegon sulla Skoda Fabia RS ha saputo pure lui rimanere in contatto con il vertice di una corsa che ha palesato un ritmo molto alto e della quale ne hanno fatte le spese in diversi.
Le storiche e le due ruote motrici
Per le vetture storiche del 4° Rally della Marca Storico tanta emozione nel vedere transitare sulle prove speciali di alcuni pezzi di rara bellezza, sempre in grado di ispirare ricordi forti di pagine di storia rallistica. La vittoria è andata al padovano di Rosà Massimo Gasparotto tornato in coppia storica con Renato Bizzotto su una Lancia Delta Integrale. La coppia, una delle più famose e redditizie del triveneto, aveva già firmato per ben tre volte l’albo d’oro della gara (2003, 2005 e 2006 sempre con una Peugeot 206 WRC).
Tra le due ruote motrici vittoria per Ardizzone-Scartabelli sempre convincenti e concreti con la Lancia Ypsilon Rally4. Un successo favorito anche dal duello mancato con Iani-Brovelli protagonisti di un fuori programma durante la quarta prova, quando hanno danneggiato una ruota con conseguente foratura e perso oltre un minuto.
La competizione, da decenni autentica vetrina internazionale per le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene riconosciute Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, ha ribadito anche in questa edizione il proprio ruolo di straordinario strumento di promozione del territorio.



