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Rizzetta presenta al Comune il Docfap per la ricostruzione del Pala Argento

Il presidente Matt Rizzetta ha consegnato al Comune di Napoli il Docfap, aprendo la strada a una nuova arena da più di 10mila posti nel sito del vecchio Mario Argento.

Rizzetta presenta al Comune il Docfap per la ricostruzione del Pala Argento

Il Mario Argento simbolo sportivo di Fuorigrotta chiuso dal 1998, torna al centro dell’attenzione grazie alla presentazione, nella mattinata di martedì 22 settembre 2026, del Docfap da parte di Matt Rizzetta presidente del Napoli Basket e legale rappresentante della Napoli Basketball USA LLC. Il documento, regolarmente protocollato dagli uffici comunali, rappresenta il primo passo amministrativo concreto dopo mesi di trattative fra il club e l’Amministrazione comunale.

Il Docfap: cosa prevede e perché è cruciale

Il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) raccoglie le varie soluzioni valutate per la ricostruzione del complesso. Non è ancora un progetto definitivo, ma il nodo tecnico-amministrativo che consente al Comune di esaminare la sostenibilità tecnica, economica e amministrativa di ogni ipotesi. L’amministrazione potrà richiedere integrazioni, modifiche o approfondimenti, valutando anche gli impatti urbanistici, patrimoniali e finanziari prima di passare alla scelta della soluzione finale.

Il nuovo arena nel cuore di Fuorigrotta

Rizzetta ha indicato come sito principale l’area in viale Giochi del Mediterraneo dove sorgevano le vecchie tribune del Mario Argento. Oggi rimangono solo strutture di scarto, ma la posizione resta strategica. Per superare le limitazioni di spazio, le recenti discussioni hanno ampliato il perimetro includendo i terreni confinanti del Palapartenope e della Casa della Musica con l’obiettivo di creare un polo sportivo-culturale più ampio. I primi concept prevedono una capienza superiore a 10mila posti oltre a spazi commerciali, hospitality e servizi per il pubblico.

Possibili ampliamenti dell’area

Le proposte variano da una ricostruzione contenuta all’interno del solo sito storico a una soluzione integrata che inglobi le strutture limitrofe, consentendo una capacità di 12-13 mila posti e la realizzazione di una arena polifunzionale capace di ospitare eventi sportivi, concerti e manifestazioni culturali.

Una storia di venti anni di tentativi

Il recupero del Mario Argento è una delle opere più lunghe e incompiute di Napoli. Nei primi anni 2000 il Comune aveva già inserito nel piano di sviluppo urbano la ricostruzione del palazzetto, ma i lavori non sono mai decollati. Solo nel luglio 2025 il Consiglio comunale ha approvato una delibera che prevedeva l’abbattimento dei ruderi e la riqualificazione dell’area con funzioni sportive, spazi verdi e parcheggi, lasciando aperta la strada a eventuali partnership pubblico-private. A dicembre dello stesso anno, Rizzetta ha incontrato il sindaco Gaetano Manfredi a Palazzo San Giacomo per discutere la rinascita del sito. Nel 2026 sono comparsi i primi rendering e le prime trattative per l’estensione dell’area verso il Palapartenope.

Le alternative in cantiere: il progetto di Italgest

Parallelamente al rilancio del Mario Argento, un’altra ipotesi sta prendendo piede a Napoli Est. Italgest guidata da Pasquale Aumenta e supportata dai fratelli Federico e Vito Grassi sta proponendo la realizzazione di un nuovo palazzetto nello spazio dell’ex Mercato Ortofrutticolo Comunale. Il progetto prevede una capacità compresa tra 10.000 e 14.000 posti realizzato mediante project financing privato per 54 milioni di euro, con un impegno verso la neutralità carbonica grazie a fonti rinnovabili. Sebbene la proposta sia già avanzata a livello di finanziamento, il Docfap di Rizzetta rappresenta la prima azione formale relativa al recupero del sito storico.

Dopo la presentazione del Docfap il Comune avrà un periodo di valutazione durante il quale potranno essere richieste ulteriori chiarificazioni o modifiche. Una volta definita l’alternativa più tecnicamente ed economicamente sostenibile si procederà con lo studio di fattibilità tecnico-economica, l’eventuale definizione di un partenariato pubblico-privato e il rilascio delle autorizzazioni necessarie. Solo allora potranno essere avviati i lavori di demolizione e costruzione, con l’obiettivo di restituire a Fuorigrotta un punto di riferimento sportivo e culturale capace di ospitare le prossime generazioni di tifosi napoletani.

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