Le autorità di Napoli hanno avviato un’indagine densa di fascino noir per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Napoli-Bari. Corruzionecaporalato e fatture per operazioni inesistenti sono i capisaldi delle accuse, che hanno portato il giudice per le indagini preliminari (gip) a disporre venti misure cautelari personali nei confronti di imprenditori e pubblici ufficiali. L’operazione, guidata dal pubblico ministero Henry John Woodcock, ha rivelato una rete di favori scambiati contro tangenti nascoste in modo poco ortodosso, mentre i cantieri mostravano gravi carenze tecniche.
Mazzette nascoste nei regali natalizi
Durante le festività, i finanzieri hanno scoperto diverse scatole natalizie contenenti contanti – 10.000 euro e 4.000 euro – celati tra panettoni e biscotti destinati a funzionari coinvolti nelle commesse. Oltre ai soldi, sono stati sequestrati orologi di pregioauto di lussoiPhone e persino una Porsche Macan utilizzata per una vacanza. Un bonifico di 18.300 euro è stato ricondotto al pagamento di un appartamento a Roccaraso, presunto compenso per un trattamento preferenziale nei pagamenti. In altri casi, la denuncia ha segnalato casi di denaro occultato in confezioni di prodotti caseari con etichette fasulle come “Durc – regolarità contributiva”, dimostrando la sofisticazione dei meccanismi di riciclaggio interno al progetto.
Caporalato e sfruttamento dei lavoratori extracomunitari
Un ulteriore filone dell’indagine ha evidenziato il ricorso al caporalato per impiegare manodopera extracomunitaria in condizioni disumane. Nei cantieri di Grottaminarda e in altri tratti, sono stati individuati 34 operai egiziani sottoposti a turni che arrivavano a 20 ore, con riposi di sole tre-quattro ore. Le retribuzioni risultavano inferiori al minimo contrattuale e le norme sulla sicurezza sul lavoro venivano sistematicamente violate. Inoltre, sono emerse irregolarità nei permessi di soggiorno e nella documentazione di formazione obbligatoria, testimonianza di una gestione del personale priva di qualsiasi tutela legale.
Calcestruzzo di scarsa qualità e gestione dei rifiuti
Le prove tecniche hanno mostrato che in diverse sezioni – in particolare su Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e il tratto Frasso-Telesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano – il calcestruzzo utilizzato non rispettava i valori di resistenza previsti dal progetto, con risultati di carotaggi di 29-32 N/mm², ben al di sotto degli standard. Le indagini hanno ipotizzato aggiunte eccessive di acqua, dosaggi errati degli additivi e problemi durante la preparazione e il trasporto. Parallelamente, i materiali di scavo sono stati smaltiti come rifiuti non pericolosi, nonostante contenessero tracce di amianto, aggravando ulteriormente la gravità delle violazioni.
Misure cautelari, arresti domiciliari e profili degli indagati
Il gip ha disposto 10 arresti domiciliari, 7 obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria, nonché tre sospensioni totali dall’esercizio del pubblico servizio per un anno. Tra gli imputati figurano imprenditori come Dante Salzillo, Raffaele Salzillo e Alessandro Stabile, nonché funzionari pubblici quali Vincenzo Moriello e Costantino Guidubaldi. Alcuni hanno ricevuto anche interdittive che vietano la partecipazione a future gare d’appalto, mirate a impedire ulteriori abusi. L’insieme delle misure mira a recuperare il profitto dei reati di corruzione e a garantire la trasparenza nella prosecuzione dei lavori della linea ad alta velocità.



