28 Settembre 2026 ☀ 24°

Tariffe RC auto in salita: Napoli guida la classifica

L’RC auto sale dell'1,6%: Napoli è la provincia più cara e i cittadini protestano in piazza contro la disparità tariffaria.

Tariffe RC auto in salita: Napoli guida la classifica

Nel secondo trimestre del 2026 il costo della polizza RC auto ha registrato un incremento medio dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I dati, forniti dall’IVASS e analizzati da Adusbef, mostrano che la crescita non è uniforme: le variazioni dipendono fortemente dalla provincia di residenza, generando un divario di quasi trecento euro tra le zone più costose e quelle più economiche.

Il rincaro medio dell’assicurazione RC: dati nazionali

Su scala nazionale l’aumento annuo è moderato, ma nasconde differenze marcate. Napoli rimane la zona più onerosa con una media di 595,5 euro per la RC, anche se registra una leggera flessione dello 0,4%. Al secondo posto troviamo Prato a 590,5 euro con una crescita dello 0,7% seguita da Caserta (534,3 euro). Alcune province del Nord, come Massa-Carrara e Firenze, superano i 500 euro mentre altre aree del Sud, ad esempio Enna, mostrano l’incremento percentuale più alto (+4,5%) ma restano tra i prezzi più bassi (312,3 euro).

Napoli al vertice dei costi: perché quasi 600 euro

Nel dettaglio, la provincia di Napoli deve più di 595 euro per una polizza RC, quasi il doppio di quanto pagato a Potenza (309,8 euro). Questa disparità si traduce in una differenza di 285,7 euro annui per lo stesso veicolo. Le ragioni citate dagli esperti includono gli “utili elevati” delle compagnie assicurative, la riduzione dell’incidentalità e le recenti riforme del settore, che avrebbero dovuto attenuare i prezzi ma, al contrario, hanno favorito una ripresa dei rialzi a partire dal 2022.

Protesta in piazza del Carmine: richieste e dichiarazioni

Il 28 settembre 2026 centinaia di cittadini hanno occupato la piazza del Carmine a Napoli per contestare il peso combinato del costo della benzina e delle tariffe RC auto. Tra i relatori, il deputato dell’AVS Francesco Emilio Borrelli ha sottolineato che “un cittadino del Sud non dovrebbe pagare quattro volte più di uno del Nord per la stessa assicurazione”. Il comitato “Assicuriamoci di essere tutti uguali” ha avanzato la proposta di una Tariffa Unica Nazionale per gli automobilisti virtuosi, privilegiando chi non ha mai causato incidenti.

Le proposte per una tariffa unica

Secondo i manifestanti, una tariffa omogenea ridurrebbe le inequità territoriali e alleggerirebbe il bilancio familiare, soprattutto per chi è già colpito dall’esplosione dei prezzi del carburante. Viene inoltre ricordato che il settore assicurativo incide per circa il 20% del debito pubblico, suggerendo che le compagnie hanno “speculato per anni senza timore di interventi”. Le richieste includono quindi un intervento normativo volto a fissare un tetto massimo per le premi assicurative, con particolare attenzione ai conducenti senza sinistri.

Prospettive e impatto sul mercato

L’analisi di Adusbef evidenzia che, nonostante l’incremento medio dell’1,6% le province più svantaggiate continuano a subire ribassi minori o addirittura stagnazione dei premi. Cagliari è l’unica a registrare una diminuzione del 2% mentre Imperia, Benevento e Barletta-Andria-Trani mostrano cali intorno all’1%. La disparità territoriale,

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