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Zio di 67 anni fermato a Napoli per abusi sessuali su minore

Zio 67enne fermato a Napoli per violenza sessuale su nipote minorenne, con accusa di pedopornografia e corruzione.

Zio di 67 anni fermato a Napoli per abusi sessuali su minore

Il caso di un grave abuso sessuale ha scosso la città di Napoli nella serata del giovedì 24 settembre 2026. Un uomo di 67 anni, fratello di un genitore e zio della vittima, è stato arrestato dopo che le autorità hanno raccolto prove di violenza, produzione di materiale pedopornografico e corruzione di minore.

Le indagini, condotte dall’IV sezione minori della Polizia di Stato in collaborazione con la Procura di Napoli (sezione fasce deboli della popolazione), hanno messo in luce una serie di comportamenti lesivi perpetrati nei confronti di un bambino di 10 anni, affidato allo zio per il supporto nei compiti scolastici.

Arresto a Napoli del 67enne accusato di abusi su nipote di 10 anni

L’uomo è stato fermato nella sua abitazione di Napoli e posto in custodia cautelare con l’accusa di violenza sessualeproduzione di materiale pedopornografico e corruzione di minorenne. Secondo i rilievi degli inquirenti, lo zio avrebbe approfittato della vulnerabilità fisica e psicologica del nipote per commettere gli atti illeciti.

Le autorità hanno sequestrato diversi dispositivi elettronici nei quali erano stati salvati file a contenuto pornografico che ritraevano il bambino. Inoltre, gli investigatori hanno rinvenuto fotografie intime scattate dallo stesso autore durante il periodo in cui il minore aveva dieci anni.

Indagini della Polizia di Stato e della Procura di Napoli

La pista investigativa è stata avviata grazie a una denuncia presentata dai genitori della vittima. Il provvedimento è nato dopo che il piccolo, durante le ore di tutoring extrascolastico, aveva confidato al tutor gli abusi subiti. Il soggetto, che aveva il compito di assistere il bambino nei compiti, ha riferito alle autorità il comportamento sospetto dello zio.

Modalità dei reati

Gli inquirenti hanno ricostruito che lo zio forniva al nipote materiale pedopornografico e, in momenti di apparente normalità, gli scattava fotografie di carattere sessuale. L’uso di tecnologie digitali per la diffusione e la conservazione di questi contenuti ha rappresentato uno degli elementi chiave per l’accusa di produzione di materiale pedopornografico.

Reazioni dei familiari e misure di tutela

I genitori della vittima hanno espresso profondo dolore e rabbia per la scoperta del tradimento di fiducia da parte di un familiare. Hanno sottolineato l’importanza del ruolo del tutor nella denuncia, affermando che senza quel intervento il crimine sarebbe potuto continuare impunito. La Procura ha disposto misure restrittive nei confronti del minore, affidandolo a una struttura protetta per garantire la sua sicurezza.

Il ruolo del tutor scolastico

Il tutor extrascolastico ha svolto un compito cruciale, fungendo da catalizzatore dell’intervento delle forze dell’ordine. La sua decisione di riferire immediatamente alle autorità ha consentito una rapida azione investigativa, dimostrando come la collaborazione tra famiglie e professionisti dell’educazione possa prevenire e contrastare gli abusi.

Al momento, il processo è in fase di istruttoria e il 67enne dovrà comparire davanti al giudice di convalida. La vicenda ha riacceso il dibattito sulla protezione dei minori, evidenziando la necessità di una vigilanza costante da parte delle istituzioni e della società civile.

Le autorità invocano la collaborazione dei cittadini per segnalare tempestivamente qualsiasi sospetto di abuso, sottolineando che la lotta contro la pedopornografia e la violenza sessuale sui minori richiede l’impegno di tutti.

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