16 Giugno 2026 ☁ 24°

Nuovo ETF Bitcoin di BlackRock: esposizione a IBIT e strategia covered call

BlackRock introduce BITA, ETF che possiede quote di IBIT e sfrutta una strategia di covered call per distribuire premi periodici: costi più elevati, limitazione dei guadagni in caso di rally di Bitcoin e gestione attiva caratterizzano il prodotto.

Nuovo ETF Bitcoin di BlackRock: esposizione a IBIT e strategia covered call

BlackRock mette sul mercato un nuovo ETF su Bitcoin progettato per trasformare parte della volatilità dell’asset in flussi di reddito ricorrenti. Il veicolo detiene quote del già esistente ETF spot su Bitcoin, IBITe integra una strategia di covered call per incassare premi derivanti dalla vendita di opzioni call sulle partecipazioni sottostanti. Questo meccanismo genera pagamenti periodici agli investitori ma, allo stesso tempo, pone un tetto ai possibili guadagni in caso di forti rialzi del prezzo del BTC.

Il fondo è gestito in modo attivo: i team di gestione determinano il posizionamento delle opzioni e la quantità da vendere, con l’obiettivo di massimizzare i premi raccolti nel rispetto dei limiti statutari. Per l’investitore ciò significa scambiare parte del potenziale di apprezzamento dell’asset per una maggiore prevedibilità dei flussi di cassa.

Struttura del fondo e parametri operativi

Dal prospetto emerge che l’ETF detiene, come asset principale, quote di IBIT. In aggiunta, una porzione del patrimonio—tipicamente fra il 25% e il 35% del valore nozionale—viene utilizzata per vendere opzioni call; lo statuto prevede un limite massimo del 40% del nozionale in termini di opzioni scritte. I premi incassati dalle vendite vengono poi redistribuiti agli azionisti sotto forma di rendimenti periodici.

Meccanica delle opzioni e impatto sui rendimenti

La vendita di una call equivale a ricevere un premio oggi in cambio dell’impegno a cedere un potenziale rialzo futuro oltre un certo prezzo di esercizio. Se il prezzo di Bitcoin resta al di sotto dello strike alla scadenza, il fondo trattiene il premio e l’investitore beneficia sia dell’esposizione al sottostante sia del reddito ricevuto. Se invece Bitcoin supera lo strike, il fondo dovrà vendere la relativa esposizione o compensare l’acquirente dell’opzione, limitando così il guadagno netto per gli azionisti rispetto a una posizione 100% spot.

Costi, tutela parziale dalle perdite e conseguenze per il mercato

Il prodotto applica una commissione annua dello 0,65%più alta rispetto all’ETF spot su Bitcoin dello stesso gruppo. Questa fee remunera la gestione attiva e il know-how necessario per prezzare e piazzare le opzioni. Dal punto di vista del rischio, la strategia tende a mitigare parzialmente le perdite in fasi ribassiste grazie ai premi incassati, mentre comprime i guadagni nelle fasi di rally.

Operativamente, un ETF che vende call in modo sistematico aumenta l’offerta di opzioni sul mercato, il che può contribuire a comprimere la volatilità implicita dell’asset. Nel tempo, se più grandi operatori istituzionali adottassero questa prassi, si può osservare una riduzione della volatilità attesa a breve termine, rendendo il mercato di Bitcoin progressivamente più stabile rispetto al passato.

Implicazioni pratiche per gli investitori istituzionali e retail

BITA è pensato soprattutto per investitori che vogliono mantenere un’esposizione a Bitcoin ma preferiscono trasformare parte della volatilità in rendimenti periodici. Non è invece il prodotto ideale per chi cerca l’esposizione pura al potenziale di apprezzamento massimo di Bitcoin. Inoltre, essendo un ETF non armonizzato, presenta specificità fiscali e vincoli di negoziazione per chi non opera sui mercati statunitensi.

Il lancio segna il quarto ETF legato a criptovalute del gruppo: oltre a IBIT su Bitcoin, il gestore ha già due prodotti su Ethereumuno dei quali include funzionalità di staking. L’esperienza accumulata con prodotti sottostanti più liquidi e mercati strutturati è un elemento che il gestore utilizza per giustificare la scelta di proporre strategie sulle opzioni a scala istituzionale.

Alcuni operatori indicano che strategie simili cercano di ottenere obiettivi di rendimento annuo elevati (intorno al 15% in alcuni casi) pur mantenendo una parte significativa della partecipazione al rialzo (ad esempio circa il 70%), ma tali risultati dipendono fortemente dalle condizioni di mercato e dalle scelte di posizionamento delle opzioni. Gli investitori devono valutare attentamente il compromesso tra fee, protezione parziale dalle perdite e limitazione dei guadagni prima di allocare capitale in questo strumento.

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