17 Giugno 2026 ☁ 30°

Indagine su immagini rubate dalle telecamere Atm: sospesi dipendenti e sequestri

Una passeggera sul tram 15 ha scoperto una chat denominata Staff Ticinese con immagini prese dalle videocamere dei mezzi Atm e commenti sessisti; Procura di Milano e Polizia locale hanno effettuato cinque perquisizioni, disposto sequestri e avviato accertamenti sotto la guida del procuratore Marcello Viola

Indagine su immagini rubate dalle telecamere Atm: sospesi dipendenti e sequestri

I fatti sono scattati ieri a Milano dopo la segnalazione di una passeggera sul tram 15. La donna ha notato sul telefono di un vicino, descritto come “un autista in pausa, riconoscibile dalla divisa dell’azienda che aveva indosso“, conversazioni e immagini appartenenti a una chat di lavoro intitolata “Staff Ticinese“. Quelle immagini, secondo la denuncia, non ritraevano “foto di situazioni di pericolo o problemi tecnici” ma fotogrammi che mostravano “gambe, volti, seni e cosce di donne” accompagnati da commenti sessisti.

Iscrizione nel registro degli indagati e accertamenti della Procura di Milano

La vicenda è ora al centro di indagini coordinate dalla Procura di Milanoguidata dal procuratore Marcello Viola. Almeno una persona è stata iscritta nel registro degli indagati per il reato di accesso abusivo a sistema informaticocon l’ipotesi che le immagini possano essere state ottenute in modo illecito dalle telecamere di sorveglianza dei tram. La qualificazione penale dipenderà dalle verifiche sull’origine dei file: gli inquirenti dovranno stabilire se le fotografie siano state scattate direttamente ai monitor dei mezzi o acquisite attraverso un accesso non autorizzato ai sistemi centrali di raccolta video.

Perquisizioni della Polizia locale e sequestri

La Polizia Locale ha effettuato cinque perquisizioni: una nei confronti dell’indagato e quattro nei confronti di altri partecipanti al gruppo WhatsApp, che per il momento non risultano formalmente indagati. Sono stati sequestrati cellulari e dispositivi informatici per le verifiche tecniche. Le misure mirano anche a chiarire da quanto tempo la chat fosse attiva e quante persone vi partecipassero, con l’obiettivo di ricostruire l’eventuale diffusione oltre il gruppo.

Reazioni dell’azienda, l’esposto al Garante e sospensioni

L’Azienda Trasporti Milanesi (ATM) ha avviato un’indagine interna e ha denunciato l’accaduto alla Polizia locale, poi inoltrata alla Procura. L’azienda ha sospeso dal servizio e dalla retribuzione i dipendenti coinvolti, adottando quella che ha definito una politica di “Linea dura con chi è coinvolto“. Contestualmente, ATM ha presentato un esposto al Garante della Privacy per tutelare i passeggeri e verificare l’uso degli strumenti aziendali.

Coinvolgimento di attivisti e impatto mediatico

La vicenda è stata portata all’attenzione pubblica anche dall’attivista e scrittrice Carlotta Vagnoli nella sua newsletter “Rassegna Stanca“, dopo la segnalazione iniziale della passeggera. La denuncia ha suscitato ampia attenzione e commenti critici, alcuni dei quali hanno usato espressioni come “carne da macello” per descrivere l’uso degradante delle immagini. L’eco mediatica ha accelerato gli interventi aziendali e le verifiche delle autorità.

Dichiarazioni pubbliche e commenti istituzionali

Sull’episodio è intervenuto anche Franco Lucenteassessore ai Trasporti della Regione Lombardiache ha definito la vicenda “si commenta da sola, è una cosa che lascia un po’ a desiderare” e ha sottolineato che l’azienda sta adottando provvedimenti mentre l’indagine seguirà il suo corso. L’assessore ha espresso fiducia nel lavoro investigativo, intervenendo a margine della firma di un’intesa a Palazzo Lombardia tra Regione e Cantone Ticino della Confederazione svizzera sullo sviluppo della mobilità transfrontaliera.

Al centro degli accertamenti resta il quesito tecnico-giuridico sull’origine delle immagini: se fossero state semplicemente fotografate sugli schermi dei sistemi locali a disposizione degli autisti, il quadro fattuale sarebbe distinto rispetto a un accesso diretto ai server di conservazione dei video, con implicazioni diverse sul piano penale. Intanto, ATM ha ribadito l’impegno a proteggere i passeggeri e i “migliaia” di dipendenti corretti che operano quotidianamente nei servizi della città.

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