Tra i giardini e gli orti storici della Reggia di Porticiun’iniziativa unica sta prendendo vita. Il campus estivo ‘Il Bosco Incantato’ ha aperto le sue porte a 50 bambinifigli di docenti e personale tecnico-amministrativo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Questo progetto sperimentale, promosso dal Comitato unico di garanzia (CUG) in collaborazione con il Dipartimento di Agrarial’Ufficio per il Benessere personale e l’associazione Stella Polaremira a far riscoprire ai più piccoli il valore della natura e della biodiversità, offrendo al contempo un sostegno concreto alle famiglie durante la chiusura delle scuole.
Un’estate tra natura e apprendimento
Il campus, della durata di due settimaneè suddiviso in due fasce d’età: la prima settimana è dedicata ai bambini tra i 9 e i 12 annimentre la seconda accoglie i più piccoli, tra i 5 e gli 8 anni. Ogni giorno è un’avventura nuova, con laboratori e attività ludico-didattiche che spaziano dall’osservazione della vita nel bosco alla trasformazione dei prodotti agricoli in cibo.
Tra le attività più apprezzate ci sono ‘La vita nel bosco’dove i bambini osservano insetti e piante spontanee, e ‘Dall’orto alla cucina’un laboratorio di cucina con l’aiuto di studenti di Scienze Gastronomiche Mediterranee e chef. Non mancano momenti di musica e tradizioni popolari, con la partecipazione del cantautore vesuviano Toto Toralbo.
Educazione alimentare e tradizioni
Il programma include anche attività dedicate all’educazione alimentarecome ‘Igiene e salute alimentare’ e ‘Impariamo ad assaggiare l’olio’. Questi laboratori, condotti da esperti, insegnano ai bambini l’importanza di una dieta sana e bilanciata, con un approccio ludico e coinvolgente.
Oltre alle attività didattiche, i bambini partecipano a momenti di gioco e socializzazione, scoprendo anche le tradizioni contadine e gli spazi culturali del Dipartimento di Agraria. Ogni attività è pensata per stimolare la curiosità e l’apprendimento attraverso l’esperienza diretta.
Un progetto con radici profonde
Il campus estivo è seguito da circa 60 tra docenti, ricercatori e personale tecnicoche collaborano con gli educatori di Stella Polare. Antonella Liccardo, presidente del CUG, sottolinea l’importanza di questa iniziativa nel contesto delle politiche di benessere e inclusione dell’Ateneo.
‘I primi riscontri sono molto positivi’afferma Liccardo. ‘Se confermati, proporremo di trasformare questa esperienza in una misura strutturale di welfare universitario’.
Danilo Ercolini, direttore del Dipartimento di Agraria, definisce il campus un segnale tangibile di vicinanza ai lavoratori con figli, evidenziando la volontà di replicare e ampliare l’iniziativa negli anni a venire. Raffaele Sacchi e Raffaele Garramone, ideatori e coordinatori del progetto, raccontano di ‘piccoli semi piantati nella memoria e nell’esperienza’ che ogni bambino porterà a casa, come le piantine coltivate durante il campus.
Queste piantine, simbolo di un percorso di crescita e conoscenza, rappresentano un legame tangibile tra l’esperienza vissuta e la vita quotidiana dei partecipanti. Il campus si concluderà il 26 giugnoma l’eredità di questa iniziativa è destinata a durare molto più a lungo.



