Questa mattina, giovedì 18 giugno 2026, i carabinieri della stazione di Varcaturo hanno posto sotto sequestro il parco auto che era stato trasferito da Bacoli a Lago Patrianella zona di Giugliano in Campania. L’intervento è seguito a verifiche amministrative e urbanistiche svolte sul terreno utilizzato per l’attività, che durava da sole tre giorni dopo l’apertura della nuova sede.
Al civico 140 di via Lago Patria il cancello è stato chiuso con del nastro bianco e rosso e l’intera area è stata sottoposta a sequestro preventivo: all’interno si trovavano circa una ventina di autovetture che sono state vincolate dalle forze dell’ordine in esito agli accertamenti.
Verifiche dei Carabinieri e questioni urbanistiche a Lago Patria
Nel corso dei controlli i militari hanno riscontrato l’assenza di autorizzazioni specifiche necessarie per lo svolgimento dell’attività commerciale nella quella collocazione e l’utilizzo di un terreno classificato come agricoloquindi non compatibile con la destinazione d’uso richiesta per una concessionaria. Sono stati proprio questi profili tecnici e amministrativi a motivare il provvedimento di sequestro.
Il luogo dell’intervento e le misure applicate
Il sigillo posto al civico 140 di via Lago Patria ha visto il posizionamento del nastro identificativo e il vincolo delle vetture presenti, misura che limita ogni attività di vendita o spostamento dei mezzi fino alla definizione delle questioni amministrative. Il sequestro è stato eseguito dalla stazione dei Carabinieri di Varcaturo nell’ambito dei poteri di polizia giudiziaria e di controllo del territorio.
Provenienza del parco auto e contenziosi legali
Il parco veicoli chiuso a Lago Patria proveniva in parte da Bacoli, dove la stessa iniziativa commerciale era stata già oggetto di provvedimenti amministrativi. Nella precedente località il Comune aveva disposto il ritiro della SCIAatto che aveva comportato la chiusura dell’attività nella sede originaria. Successivamente la proprietà aveva impugnato tale decisione davanti al TAR e poi al Consiglio di Statoma i ricorsi non hanno ottenuto esito favorevole per riattivare la posizione amministrativa.
Coinvolgimento societario e situazione dei clienti
Parte dell’attività era operata da una società riconducibile alla figlia del titolare, autorizzata in base ai permessi a effettuare la sola esposizione di vetture. La riapertura e il trasferimento del parco auto avevano invece scatenato proteste e lamentele: decine di acquirenti si erano rivolti alle autorità denunciando di essersi sentiti truffati in rapporto a contratti di vendita e formule di acquisto promosse dall’impresa.
I contenziosi tra clienti e gestione commerciale avevano già alimentato la battaglia giudiziaria che ha caratterizzato i mesi precedenti, rendendo l’attività particolarmente sotto osservazione sia sul piano amministrativo sia su quello penale-amministrativo in caso di eventuali successive contestazioni.
Tempistica e impatto dell’intervento
L’apertura della nuova sede a Lago Patria era avvenuta lunedì precedente all’intervento dei Carabinieri, quindi l’attività era operativa da tre giorni soltanto quando è scattato il sequestro. Il provvedimento rappresenta per il territorio un nuovo esempio di controlli mirati sulle autorizzazioni urbanistiche e sulle destinazioni d’uso dei terreni, con ricadute immediate sulla disponibilità dei veicoli e sulle trattative in corso con gli acquirenti.
Il nome del giornalista che ha seguito gli sviluppi è Gennaro Del Giudiceche ha documentato sul posto le operazioni svolte nella mattinata del 18 giugno 2026.
Le parti interessate e le autorità competenti proseguiranno gli accertamenti e le verifiche amministrative sulle concessioni e sui titoli presentati per l’attività commerciale: fino a chiarimenti formali e a eventuali pronunciamenti giudiziari definitivi, l’area resterà sottoposta a vincolo e le vetture non saranno disponibili per la vendita o il trasferimento di proprietà.



