Il 17 giugno 2026 i Carabinieri hanno posto fine alla latitanza di Luigi Barbareschi27 anni, arrestandolo all’interno di un ristorante di Marechiaronella zona di Posillipo a Napoli. L’uomo si era recato alla cerimonia per il battesimo del figlio di un amico quando la Sezione Operativa della Compagnia di Castello di Cisterna ha eseguito il fermo; successivamente è stato trasferito al carcere di Secondigliano.
La condanna e il reato per cui era ricercato
Su Barbareschi pendeva un ordine di carcerazione emesso dall’autorità giudiziaria napoletana per una condanna definitiva a dieci anni di reclusione. Il provvedimento riguarda il tentato omicidio avvenuto il 16 maggio 2026 a Castello di Cisternaquando, secondo le indagini, il 27enne avrebbe sparato insieme a un complice nove colpi di pistola calibro 7,65 contro Giuseppe Oreficeferendolo gravemente. Per la stessa vicenda è stato condannato anche Marco D’Ambrosiofiglio della vittima e noto negli ambienti criminali con il soprannome ‘o Cacaglio.
Il quadro investigativo
La cattura è il risultato di un’attività prolungata condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia di Castello di Cisternache aveva messo nel mirino i contatti e i movimenti collegati al ricercato. Gli investigatori hanno seguito la rete di relazioni vicine a Barbareschi per individuare il momento e il luogo in cui sarebbe riemerso dalla latitanza iniziata nel novembre 2026 (in particolare il 11 novembre 2026 è indicato come data di riferimento nel procedimento che ha portato all’emissione del provvedimento).
L’intervento al ristorante di Marechiaro e le fasi dell’arresto
Per contenere i rischi connessi a un arresto in una sala affollata, i carabinieri hanno predisposto un servizio discreto all’interno del locale vicino alla celebre Fenestrella di Marechiaro. Alcuni militari in abiti civili si sono mescolati agli invitati e hanno atteso il momento più opportuno per agire. Quando Barbareschi si è allontanato dagli altri per rispondere a una telefonata, è scattato l’intervento rapido dei militari della Compagnia di Castello di Cisternache lo hanno bloccato senza che opponesse resistenza fisica.
Reazioni durante il blitz
Secondo quanto ricostruito, la reazione più immediata alle operazioni non è venuta dall’arrestato, che ha valutato brevemente l’ipotesi di fuggire, arrivando a considerare anche il lancio in mare, ma rinunciando. Le tensioni maggiori sono state registrate tra i parenti presenti, che hanno contestato l’intervento dei carabinieri con insulti. L’azione è stata comunque condotta evitando azioni che potessero mettere in pericolo gli altri invitati.
Trasferimento e rilievo dell’operazione
Al termine degli adempimenti di rito, Barbareschi è stato condotto negli uffici della Compagnia di Castello di Cisterna e poi trasferito al carcere di Secondigliano per l’esecuzione della pena. Gli investigatori considerano l’operazione un risultato importante nelle attività di contrasto al fenomeno delittuoso collegato al Clan di Castello di Cisterna e alla cattura di soggetti destinatari di provvedimenti definitivi dell’autorità giudiziaria napoletana.
La vicenda, che intreccia una cerimonia di famiglia e un provvedimento giudiziario definitivo, mette in luce la strategia investigativa delle forze dell’ordine: monitorare il tessuto relazionale del ricercato per coglierne i movimenti e intervenire con discrezione in contesti a rischio. Il ruolo della Sezione Operativa della Compagnia di Castello di Cisterna è stato centrale per la localizzazione e l’esecuzione dell’arresto nel cuore di Marechiaroa pochi passi dalla Fenestrella di Marechiaro.



