21 Giugno 2026 ☀ 31°

L’opera Gli scolari di Felice Casorati e il movimento del Realismo Magico

Un viaggio nell'opera Gli scolari di Felice Casorati, un capolavoro del Realismo Magico che cattura l'essenza di un'epoca e il mistero della geometria.

L’opera Gli scolari di Felice Casorati e il movimento del Realismo Magico

Nel panorama dell’arte italiana del XX secolo, il Realismo Magico occupa un posto di rilievo, con opere che catturano l’immaginazione e sfidano la percezione della realtà. Tra queste, l’opera Gli scolari di Felice Casorati, dipinta tra il 1927 e il 1928, è un esempio emblematico di questo movimento.

Esposta alla Biennale di Venezia del 1928, l’opera è stata acquisita nel 1935 dal Museo di Arte Moderna di Palermodove ancora oggi è possibile ammirarla. Questo dipinto, con le sue dimensioni di 169 x 151 cm, è un prezioso documento dell’adesione di Casorati al Realismo Magicoun movimento che ha visto la partecipazione di artisti come Arturo Martini, Carlo Carrà, Giorgio De Chirico e Achille Funi.

Il Realismo Magico: una stagione fondamentale dell’arte italiana

Il Realismo Magico è una corrente artistica che fiorì tra gli anni Venti e Trenta del Novecento. Caratterizzato da un gusto neoclassico e déco, questo movimento presenta opere figurative ambientate in una realtà sospesa, immobile e permeata di mistero. A differenza della fantasia sfrenata o dell’astrazione, il Realismo Magico riproduce la realtà in modo mimetico, ma con un tocco di artificiosità teatrale che rende ogni elemento al suo posto, eppure qualcosa non torna.

La vita appare congelata, cristallizzata in un istante che sembra eterno. La luce e il colore sono usati in modo anti-naturalistico, con superfici levigate e smaltate che contribuiscono a un’atmosfera di sospensione emotiva. Inoltre, molti artisti del Realismo Magico guardano ai Maestri del Quattrocento e del Cinquecento, reinterpretandone forme e iconografie in chiave moderna e inquietante.

L’opera Gli scolari: geometria e inquietudine

A dispetto del titolo, il vero soggetto dell’opera Gli scolari è la geometria. Coni, circonferenze e formule numeriche trovano posto sulle pagine bianche del libro e sulla superficie nera della lavagna. Casorati ha impostato l’immagine con un rigore matematico, utilizzando la sfera del mappamondo, i volti ovali degli studenti e il tavolo quadrato ricoperto da un drappo verde, disegnato con meticolosa precisione prospettica.

Nonostante l’impiego di tanta salda geometria e scienza prospettica, l’opera non si avvicina alle solide certezze rinascimentali. Al contrario, produce un senso di sottile inquietudine e di sospesa immobilità. Gli occhi sbarrati del bambino in primo piano e il giuramento enigmatico della bambina che si porta la mano sul cuore creano un disagio nell’osservatore. Il dipinto sembra dire che contro il male di vivere dell’uomo contemporaneo, nulla possono i postulati delle scienze esatte.

Il groviglio di linee del ricamo del drappo steso sul tavolo contrasta con il rigore della scienza insegnata in classe e l’ordine delle forme utilizzate dal pittore. Questo contrasto solleva domande sul significato nascosto dietro l’apparente ordine geometrico. Il silenzio degli scolari parla più dei chiassosi proclami del nostro tempo, e forse anche di qualche maestro.

Non dimentichiamo che Casorati lavorò anche nelle scuole, il che aggiunge un ulteriore strato di significato all’opera. Forse i ragazzi stanno pensando agli esami imminenti o alla presenza di un esaminatore insopportabile. In ogni caso, Gli scolari rimane un capolavoro che invita a riflettere sul contrasto tra ordine e caos, tra scienza e mistero.

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