Le temperature record che stanno colpendo l’Italia non rappresentano solo un pericolo per la salute fisica, ma stanno avendo un impatto significativo anche sulla salute mentale. A lanciare l’allarme è Vincenzo Barretta, psichiatra e direttore scientifico del Centro Noesis di Napoli, che evidenzia come il caldo estremo possa alterare il nostro umore e il nostro comportamento.
Barretta spiega che il caldo agisce sul cervello attraverso meccanismi fisiologici e neurochimici precisi. Quando le temperature salgono, il corpo attiva uno stato di allerta che aumenta la produzione di cortisolo l’ormone dello stress, e altera l’equilibrio di neurotrasmettitori fondamentali come serotonina e dopamina.
L’impatto del caldo sul sonno e l’umore
Uno degli effetti più evidenti del caldo estremo è la compromissione del sonno. Le notti tropicali caratterizzate da temperature elevate, ostacolano le fasi di recupero del sonno, acuendo ansia e sintomi depressivi. Questo fenomeno è particolarmente preoccupante per le persone che già convivono con disturbi psichiatrici.
Durante l’ondata di calore del, gli accessi ai pronto soccorso sono aumentati in media del 30%, con punte maggiori nelle città del Centro-Sud. Uno studio pubblicato su Scientific Reports nel 2026 ha analizzato gli accessi ai pronto soccorso in Campania nelle estati, rilevando un aumento statisticamente significativo già al raggiungimento dei 39 °C di temperatura percepita.
Disturbi psichiatrici e caldo estremo
Le temperature estreme possono acutizzare i sintomi di vari disturbi psichiatrici. Nel disturbo bipolare ad esempio, il caldo è correlato a un incremento degli episodi maniacali. Nella schizofrenia e nelle psicosi dove la capacità di termoregolazione è ridotta, possono aumentare gravità dei sintomi, ricoveri e persino la mortalità.
Barretta sottolinea anche il rischio legato all’uso di alcuni psicofarmaci come litio, antipsicotici e antidepressivi, che possono ostacolare la sudorazione o inibire lo stimolo della sete, aumentando il rischio di disidratazione. Nei mesi più caldi, è fondamentale una supervisione medica per eventuali aggiustamenti di dosaggio.
L’isolamento sociale come conseguenza del caldo
Oltre agli effetti neurochimici, il caldo estremo può avere un impatto significativo sulla vita sociale delle persone. Barretta evidenzia come il caldo svuoti gli spazi pubblici, costringendo in casa chi è più fragile e interrompendo le relazioni quotidiane. Questo isolamento sociale può avere conseguenze negative sulla salute emotiva e comportamentale.
L’anziano che non esce, la persona con un disturbo psichico che salta gli appuntamenti, chi vive solo e smette di vedere qualcuno per giorni: sono tutte situazioni in cui il caldo non agisce solo sul corpo, ma erode la rete di contatti che tiene insieme una persona. L’isolamento, lo sappiamo, è esso stesso un fattore di rischio per la salute.
Barretta propone una visione integrata che intreccia salute mentale, politiche climatiche e progettazione degli spazi urbani. Ridisegnare le città con più verde, ombre naturali e luoghi di socialità accessibili e freschi potrebbe proteggere la salute emotiva e comportamentale degli abitanti più fragili.
La salute non si difende solo in ambulatorio. Si difende anche con un albero piantato nel posto giusto, con una piazza che resta vivibile a luglio, con servizi territoriali capaci di raggiungere le persone a casa prima che finiscano in pronto soccorso. Il punto non è più resistere all’estate un anno dopo l’altro, ma progettare luoghi in cui, anche quando fa caldo, si possa stare bene.



