Negli ultimi mesi si è consolidato un ponte di collaborazione tra il Esercito Italiano e il tessuto sociale di Napoli, con iniziative rivolte ai più giovani e alle famiglie in difficoltà. Il Comando Territoriale Sud, guidato dal Generale Andrea Di Stasio, ha messo in campo una serie di interventi che vanno dalla solidarietà materiale all’organizzazione di momenti di svago e socializzazione, sempre con l’obiettivo di promuovere inclusione e legalità. Gli interventi non sono stati formali: privilegiano il contatto diretto, il sorriso e l’ascolto per creare relazioni durature con chi vive situazioni di fragilità.
Tra i destinatari delle attività emergono i piccoli pazienti dell’ospedale Santobono e i ragazzi seguiti dalla fondazione A Voce d’è creature, guidata da don Luigi Merola. Le azioni della forza armata includono donazioni periodiche di generi alimentari e giochi, ma anche l’apertura di spazi e momenti di aggregazione in strutture militari. Queste misure mirano a offrire non solo assistenza materiale, ma anche opportunità di crescita personale attraverso il gioco, lo sport e la socialità, strumenti considerati fondamentali per contrastare marginalità e rischio di devianza.
Interventi concreti e quotidiani
Il Comando ha promosso una catena di solidarietà locale che coinvolge realtà sportive e associative, come l’associazione dilettantistica “La Luna”, per distribuire aiuti a cadenza regolare. Ogni mese vengono consegnati giochi di società e pacchi alimentari destinati ai ragazzi assistiti dalla fondazione di don Merola, con l’intento di fornire un supporto stabile e prevedibile. A ciò si aggiunge la possibilità di ospitare i giovani allo stabilimento balneare militare di Bacoli, dove decine di ragazzi possono vivere giornate di relax e socializzazione in un ambiente protetto, favorendo il benessere estivo e l’integrazione sociale.
Visite, sorrisi e servizi aggiuntivi
Le visite dei militari ai reparti pediatrici sono state pensate come momenti di sollievo per i piccoli pazienti: non cerimonie, ma gesti concreti che restituiscono normalità e attenzione. L’approccio punta a diffondere valori come il rispetto e la responsabilità, traducendo i principi istituzionali in azioni tangibili. Inoltre, accordi con associazioni locali permettono di mettere a disposizione servizi educativi e ricreativi che completano l’offerta di supporto, creando sinergie tra istituzioni civili e militari.
Lo sport come strumento di riscatto: lo stadio Albricci
Un capitolo rilevante riguarda la riapertura dello storico stadio militare Albricci, situato nel quartiere dell’Arenaccia a Napoli. Dopo anni di chiusura la struttura è tornata disponibile per accogliere attività sportive e formative rivolte ai giovani, grazie al coinvolgimento del Comando Territoriale Sud e a intese con istituti scolastici e federazioni. Lo stadio è stato concepito come un vero e proprio presidio sociale nel cuore della città, dove lo sport di squadra diventa veicolo di valori positivi e alternativa concreta alle criticità del territorio.
Attività e opportunità educative
Nel progetto dello stadio Albricci trovano spazio allenamenti, tornei e percorsi educativi pensati per promuovere il rispetto delle regole e lo spirito di squadra. L’obiettivo è offrire ai ragazzi occasioni strutturate di crescita personale, con percorsi che affiancano preparazione atletica e formazione civica. Questa proposta intende contrastare le dinamiche di degrado sociale e fornire strumenti concreti per il riscatto individuale e collettivo, valorizzando lo sport come strumento educativo oltre che ricreativo.
Impatto sul territorio e prospettive future
Le iniziative illustrate dimostrano un modello di presenza militare che va oltre la mera funzione di sicurezza, configurandosi come un’attività di supporto sociale mirata alle fasce fragili. Il legame con realtà come Santobono e A Voce d’è creature crea una rete di protezione e opportunità per i giovani, mentre la gestione di spazi pubblici come lo stadio Albricci offre piattaforme per progetti a lungo termine. Se questa collaborazione continuerà a svilupparsi, potrà consolidare percorsi stabili di inclusione e promuovere la diffusione di stili di vita sani e la cultura della legalità nel territorio napoletano.
Verso una presenza sostenibile
Perché l’impatto sia duraturo è importante che le attività siano integrate con il tessuto associativo e le istituzioni locali, favorendo partenariati che garantiscano continuità e misurabilità dei risultati. L’esperienza fin qui maturata dal Comando Territoriale Sud offre già uno schema replicabile: azioni concrete, spazi riqualificati e attenzione alle relazioni umane. In questo senso l’Esercito si propone non solo come presidio, ma come attore attivo nello sviluppo sociale, dedicando risorse e tempo a chi ha più bisogno.