26 Maggio 2026 ☀ 27°

Sequestri a Castellammare: petardi Mefisto e strumenti contundenti trovati

Indagati tre tifosi della Juve Stabia dopo perquisizioni dovute alla violazione del Daspo e al lancio di petardi

Sequestri a Castellammare: petardi Mefisto e strumenti contundenti trovati

Nelle prime ore delle indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata sono state effettuate perquisizioni domiciliari e locali a carico di tre appartenenti alle tifoserie organizzate della Juve Stabia. Gli interventi, eseguiti dalla Digos della Questura di Napoli e dal Commissariato di Castellammare di Stabia, hanno portato al sequestro di diversi oggetti ritenuti pericolosi: due petardi tipo Mefisto, una mazza da hockey, un coltello a serramanico e un tirapugni. Il luogo di ritrovo degli ultras, noto come Circolo degli Amici, è stato al centro degli accertamenti per la sua presunta funzione organizzativa.

L’operazione si è svolta in esecuzione di un decreto emesso dalla Procura dopo le indagini scaturite dall’incontro di Serie BKT disputato il 21 maggio 2026 allo stadio Romeo Menti. Secondo gli investigatori, i tre indagati erano presenti nei pressi dello stadio e del Circolo degli Amici nel giorno della partita contro la Cremonese; due di loro risultavano già destinatari di Daspo. Il termine Daspo indica un provvedimento amministrativo che vieta l’accesso alle manifestazioni sportive e mira a prevenire condotte violente o pericolose.

Le perquisizioni e i motivi dell’intervento

L’attività investigativa ha puntato a raccogliere elementi utili a dimostrare la violazione del divieto di accesso ai luoghi di manifestazioni sportive e il lancio di materiale pericoloso durante gli eventi. L’esecuzione delle perquisizioni è stata motivata dalla necessità di acquisire prove fisiche e documentali: gli agenti hanno ispezionato abitazioni e il locale ritrovo, verificando la presenza di strumenti che possono alterare la sicurezza pubblica. In questa fase procedurale la Questura collabora con la Procura per valutare l’entità delle condotte contestate e per delineare eventuali misure cautelari o l’aggravamento delle restrizioni già in corso.

Gli oggetti trovati e la loro pericolosità

Tra i materiali sequestrati spiccano due petardi Mefisto, noti per la potenza e gli effetti sonori, insieme a una mazza da hockey, un coltello a serramanico e un tirapugni. Gli investigatori sottolineano come tali strumenti possano essere utilizzati sia per intimidire che per causare danni fisici. Il ritrovamento di oggetti del genere in abitazioni e in prossimità di un luogo di ritrovo organizzato ricostruisce un quadro che giustifica la qualificazione delle ipotesi di reato come lancio di materiale pericoloso e possesso di strumenti atti a offendere, con inevitabili riflessi sulle misure di prevenzione già in essere.

Accuse contestate e quadro procedurale

Le contestazioni mosse nei confronti dei tre indagati riguardano innanzitutto la violazione del Daspo e il lancio di oggetti pericolosi durante e al termine delle manifestazioni sportive. Gli atti ipotizzano che due dei soggetti abbiano oltrepassato il divieto di accesso alle aree interessate dalla partita e che, nel corso del deflusso, alcuni abbiano acceso fumogeni e fatto esplodere petardi, creando situazioni di pericolo. La Procura valuta ora elementi probatori, mentre la Questura ha già avviato le procedure per l’eventuale aggravamento delle misure di Daspo a carico degli interessati.

L’episodio al Romeo Menti

Le indagini partono dall’incontro tra Juve Stabia e Cremonese del 21 maggio 2026, quando il personale del Commissariato di Castellammare di Stabia documentò la presenza dei tre individui nei pressi della tribuna. Due di loro, già destinatari di Daspo, sarebbero stati ripresi ad accendere fumogeni e ad esplodere petardi durante il deflusso, cioè il momento in cui gli spettatori lasciano l’impianto sportivo. Tali azioni, oltre a violare le misure amministrative, hanno configurato un concreto rischio per la pubblica incolumità e per la sicurezza degli altri tifosi.

Conseguenze, verifiche amministrative e prospettive

Oltre ai profili penali che la Procura sta approfondendo, sono in corso verifiche sulla regolarità amministrativa del Circolo degli Amici, luogo ritenuto punto di ritrovo degli ultras. Le autorità stanno accertando se il locale rispettasse le normative vigenti e se sia stato utilizzato come base per attività organizzative non lecite. Sul piano delle misure di prevenzione, la Questura ha avviato l’iter per un possibile inasprimento del Daspo nei confronti dei soggetti già sottoposti al provvedimento, mentre l’istruttoria della Procura di Torre Annunziata proseguirà fino alla definizione delle responsabilità.

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