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Quattro provvedimenti confermati dal Riesame nell’inchiesta su appalti a Sorrento

Il Riesame di Napoli ha confermato il divieto di dimora e tre arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Torre Annunziata sul presunto sistema di appalti e assunzioni a Sorrento

Quattro provvedimenti confermati dal Riesame nell’inchiesta su appalti a Sorrento

Il 26 maggio 2026 il Tribunale del Riesame di Napoli ha reso note le prime conferme alle misure cautelari emesse nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto Sistema Sorrento. Nei provvedimenti ribaditi dal collegio figurano il divieto di dimora in Campania e diversi arresti domiciliari disposti dal gip di Torre Annunziata, che avevano già suscitato attenzione per la portata degli accertamenti. L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, mira a chiarire presunte irregolarità nell’assegnazione di appalti e nelle procedure concorsuali del Comune di Sorrento.

La decisione del Riesame riguarda quattro persone per le quali sono state confermate limitazioni alla libertà personale: a uno è stato imposto il divieto di dimora, mentre tre sono rimasti agli arresti domiciliari. L’inchiesta, che ha già portato a numerosi provvedimenti e sequestri, si concentra su ipotesi di corruzione, turbativa delle gare e possibili pilotaggi nelle commissioni di gara. I passaggi giudiziari recenti rimettono in discussione procedure amministrative e ruoli istituzionali coinvolti nel periodo sotto osservazione.

Chi sono gli indagati e quali misure sono state confermate

Il Riesame ha ribadito il divieto di dimora in Campania per Gennaro Esposito, mentre ha confermato gli arresti domiciliari per Giovanni Coppola, Vincenzo Sorrentino e Giuseppe Razzano. Coppola, noto come ex barbiere, è indicato dagli investigatori come parte del presunto meccanismo che avrebbe favorito assunzioni irregolari; gli altri tre sono ritenuti coinvolti nelle condotte che avrebbero inciso sull’assegnazione di appalti e sull’esito di procedure amministrative. Il Riesame ha esaminato le motivazioni del gip e ha ritenuto sussistenti gli elementi cautelari sul piano indiziario e di pericolo di reiterazione.

Tipologie di reato contestate

Le contestazioni mosse nella fase cautelare comprendono, tra le altre, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente. Si tratta di ipotesi che, se confermate in sede dibattimentale, descriverebbero un quadro organizzato in cui scambi illeciti e interferenze nelle procedure avrebbero condizionato l’esito di gare e concorsi. Per gli inquirenti la struttura delle relazioni tra soggetti pubblici e privati sarebbe stata funzionale a favorire determinati operatori economici e candidati.

Il contesto investigativo e l’impatto sulle procedure comunali

L’inchiesta, diretta dalla Procura di Torre Annunziata e portata avanti dalla Guardia di Finanza, ha evidenziato un presunto meccanismo articolato che, secondo gli atti, avrebbe agito tra il 2026 e il 2026. In questo arco temporale gli investigatori segnalano il coinvolgimento di dirigenti comunali, professionisti, imprenditori e membri di commissioni esaminatrici. Le indagini hanno già determinato l’esecuzione di diverse misure cautelari e sequestri patrimoniali, con l’obiettivo di ricostruire flussi di denaro, rapporti e decisioni amministrative sospette.

Conseguenze e sviluppi probabili

Oltre all’aspetto giudiziario, l’azione degli organi inquirenti getta ombre sulla gestione degli appalti e sui controlli interni agli enti locali. Se le ipotesi verranno confermate, potrebbero scattare verifiche amministrative e revisioni delle procedure di gara. I passi successivi prevedono approfondimenti probatori, audizioni e, eventualmente, il rinvio a giudizio. Nel frattempo, la conferma delle misure dal Riesame mantiene attivo un quadro cautelare che limita la libertà personale di alcuni indagati e tutela l’iter delle indagini.

Rilevanza pubblica e reazioni

La vicenda ha suscitato attenzione nella comunità della Penisola Sorrentina, data la natura degli appalti pubblici e l’interesse per la trasparenza amministrativa. Le autorità giudiziarie continuano a svolgere accertamenti per chiarire responsabilità e dinamiche; la cittadinanza attende risposte sul funzionamento degli uffici comunali e sulle misure di prevenzione della corruzione. Restano aperti i fronti processuali e amministrativi: l’iter giudiziario definirà se le evidenze raccolte finora saranno sufficienti per sostenere le accuse in dibattimento.

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